Don Francesco Parachini dipinge e dalla sua arte prendono vita illustrazioni emozionanti

Don Francesco Parachini mostra i suoi disegni
Don Francesco Parachini mostra i suoi disegni

Nell’atelier di Don Francesco Parachini, pittore autorevole e figlio d’arte, discendente dei “Taché” di Varallo Pombia

Fuori è già sera e il lungo corridoio dell’Istituto San Lorenzo è silenzioso. Davanti a noi, con passo svelto e fare loquace ci fa strada Don Francesco Parachini: è lui il protagonista della nostra intervista. Infatti, grazie a Fiorenzo Zaggia di Edilzeta Srl, che ha familiarità con la realtà salesiana novarese, siamo venuti a conoscenza del talento artistico di Don Franco, 75 anni, e la cosa appare ancora più interessante dal momento che il religioso appartiene ad una famiglia locale – i Parachini di Varallo Pombia – la cui vena d’arte è nota. Popolarmente conosciuti come “I Taché” – nella lingua dialettale del paese d’origine – i Parachini nell’ultimo secolo hanno dato impulso all’arte figurativa e artistica italiana innanzitutto con il capostipite Pietro che eseguì importanti lavori in Piemonte e Lombardia; a lui si devono ad esempio le splendide decorazioni delle chiese di Santa Maria Segreta in Milano, in Santa Maria Bambina a Cassano Magnano e nelle lussuose palazzine torinesi Bocca, Wild, Abegg e Villar Perosa. Indimenticabili poi, i disegni sovrapporte rappresentanti le quattro stagioni, nella sala della Marchesa Giulia, all’interno del Castello di Barolo. L’arte si tramanda di generazione in generazione nei Parachini: di Achille, definito “il pittore della serenità” si conserva il celebre olio “Primavera sull’Altipiano di Cirene” al Museo civico di Torino. Alfredo, di cui ben noti sono i suoi acquerelli, venne chiamato a eseguire importanti opere sia in Italia che in Francia. E così via, Enrico Baffoni, eseguì il restauro del Castello del Borgo Medievale al Valentino e Pier Luigi Baffoni partecipò a importanti esposizioni, ottenendo i premi della critica, ad esempio nelle gallerie Mall, a Londra. Ed eccoci giunti a Franco Parachini, ovvero il nostro Don Francesco, che ci apre la porta del suo atelier per mostrarci i suoi lavori. In questo piccolo studio – tra immagini religiose, recensioni tratte dai giornali, raccolte di opere, fotografie di famiglia e di vita, e la rappresentazione dell’albero genealogico dei Parachini – Don Franco ha condensato decenni di attività artistica. Egli esprime pienamente il suo tratto attraverso la tecnica acquarellata, ma non solo, utilizza anche altre materie, quali la sabbia, lo stucco e l’olio, per dare forma e sostanza alle sue immagini. Lo hanno recensito prestigiose personalità, tra cui ad esempio Don Giuseppe Costa, Direttore della Libreria Editrice Vaticana. La sua arte, al servizio delle illustrazione editoriali, ha dato vita alle figure simboliche per le copertine di almeno 27 libri dell’editrice LAS (Libreria Ateneo Salesiano) ed ha trovato inoltre applicazione per le etichette delle bottiglie di vino di pregio. Don Franco ricorda con grande emozione le sue mostre italiane, tra cui a Roma, nella Biblioteca Don Bosco dell’Università Pontificia Salesiana ed in Sicilia, in occasione del convegno “Cultura e città aperta per superare il disagio giovanile”. Per chi ama l’arte, la storia e la cultura: andate a conoscere Don Francesco Parachini perchè ascoltare della sua passione per la pittura è un’esperienza che nutre il cuore.

Sabrina Marrano

Etichetta realizzata da Don Francesco
Etichetta realizzata da Don Francesco