Fausto Luotti presenta i relatori dell’incontro del 21 settembre

Il Presidente del Lions Club Valsesia, Fausto Luotti, ha presentato i relatori dell’incontro organizzato dal Club martedì 21 settembre: l’architetto serravallese Andrea Musano, coordinatore del riordino e dell’inventariazione degli oggetti raccolti nel Museo Piolo di Serravalle, ideatore e organizzatore del ciclo di conferenze: Incontri al Museo, e Piersergio Allevi, curatore del riallestimento storico-filologico dell’Armeria del Castello Sforzesco di Milano e del relativo percorso storico espositivo, autore dei cataloghi delle Raccolte di armature, armi bianche e da fuoco, del Museo d’Arte
Applicata, che collabora con il Museo, studiando e contestualizzando alcuni degli oggetti conservati.


Don Florindo Piolo fu un sacerdote serravallese che lasciò testimonianze significative del suo amore per il paese natìo: scrisse libri, costruì la Casa di Riposo, che oggi porta il suo nome e, tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta, fondò il Museo che oggi si trova ancora nella sede originaria, al pianterreno del Castello degli Avondo,
(proprietari della Cartiera Italiana), costituito da oltre cinquemila oggetti, in parte esposti in apposite bacheche, altri invece ancora conservati in scatole.

Don Florindo raccolse collezioni eterogenee che, dopo la sua morte, subirono
alterne vicende. Alla fine degli anni Novanta l’Amministrazione Comunale acquistò i locali dove era collocato il Museo e, in tre lotti successivi, attuò importanti lavori di restauro e di adeguamento ad una fruizione pubblica. Nel 2012 i locali del Museo erano a norma: fu fatta la scelta di inventariare il materiale presente, cominciando a catalogare i reperti, ma, contestualmente, di farli diventare i protagonisti di racconti che dessero visibilità all’istituzione museale.

Esperti nelle singole discipline si occuparono di studiare i singoli reperti e presentarono in conferenze pubbliche quanto emerso: nacquero così anche didascalie complete di approfondimenti scientifici, che “raccontano” il museo ai visitatori.
Musano ha fatto notare che, fatto insolito per un Museo creato da un sacerdote, tra le eterogenee collezioni ci sono molte armi, alcuni delle quali particolarmente rare ed interessanti, come la spada da ussaro con il suo fodero, modello 1752, presentato il 13 dicembre 2013 da Allevi, che durante la serata lionistica ne ha riproposto alcune immagini: “Ciò che rende eccezionale questo reperto è il fatto di essere stata l’arma di un soldato e non di un’ufficiale, ma soprattutto che si sia conservato anche il rozzo fodero”. Interessante anche una pietra fluviale incisa, che si rivelò essere un’iscrizione funeraria del I secolo d.C., studiata dall’epigrafista Professor Mennella, che vi scorse anche caratteri Leponzi, quindi pre-romani.


Nella seconda parte della serata quaronese sono state presentate le figure di tre serravallesi che servirono nella Grande Armata di Napoleone, ricostruite attraverso le lettere inviate ai famigliari: Jacques Croso, sergente, Jacques Biglia,
caporale, Antonio Croso, sergente. Dei primi due le lettere furono rinvenute, trascritte e contestualizzate nell’epopea napoleonica dal compianto tipografo serravallese Rossano Biglia, pronipote degli ufficiali, che le conservava nel suo archivio famigliare, del terzo le vicende erano già state rese note da Don Florindo, all’interno della: Storia del Comune
di Serravalle Sesia, che il sacerdote pubblicò a fascicoli, e che tuttora resta l’unica opera storica monografica sul paese.


Quest’anno, in occasione dei duecento anni dalla morte di Napoleone, sono stati pubblicati molti libri, tra i quali due di memorie di soldati napoleonici, ma si tratta di memorie postume, scritte dopo, quando tutto era finito. Le lettere
serravallesi sono “in diretta”, scritte dal fronte, conservano freschezza, vivacità ed immediatezza: il Biglia racconta come si svolgevano gli esercizi militari, con le notti trascorse all’addiaccio e le marce pesantissime, gravati dal peso
delle armi e degli equipaggiamenti, in cui molti soldati soccombevano per la fatica e per il caldo, oppure delle reazioni degli abitanti dei paesi che vedevano arrivare l’esercito napoleonico.

Molto interessanti sono i disegni autografi che
offrono l’immagine delle divise indossate dai soldati. Musano ha segnalato una singolare coincidenza: Jacques Biglia a Lisbona incontrò un compaesano, “un Mazzone della Gattera”, e festeggiarono insieme il carnevale. Su un cartina,
mostrata dai relatori, sono stati tracciati i percorsi dei tre serravallesi al seguito di Napoleone, tra il 1802 e il 1814: “Migliaia di chilometri a piedi, sulle strade dell’epoca, non per turismo, ma punteggiati di battaglie, scontri e scaramucce”, come osservato da Allevi.


La serata, molto vivace ed apprezzata dai soci Lions, si è conclusa con l’invito espresso da Musano, di visitare il museo, per vedere le raccolte: “Senza l’incentivo costante alla ricerca, spronato dal Comune di Serravalle, non si sarebbero
potuti ottenere questi risultati, si va avanti con rinnovato entusiasmo, sperando di poter riprendere gli incontri in presenza, all’interno del Museo, nella prossima primavera”.

Piera Mazzone