Fine crisi servirà obbligatoriamente un ragionamento serio sul federalismo

Chi realmente mi conosce sa il mio spirito e la mia convinzione federalista. Convinzione che in questo periodo di emergenza sanitaria si accentua ancor di più. Non è una questione di appartenenza politica ma la risolutezza delle Regioni rispetto allo stato centrale è palese, siano esse governate dal centro destra o dal centro sinistra. La velocizzazione delle pratiche , qualsiasi esse siano, è un fatto oggettivo. Il centralismo ha dimostrato tutti i suoi più grandi difetti con una burocrazia obsoleta e per nulla affidabile, con tutti i suoi limiti di intervento. Finita l’emergenza sanitaria bisognerà obbligatoriamente arrivare alla creazione di quello stato federale che non può più attendere, pena per ulteriori ritardi il benessere di tutti i cittadini da Nord a Sud. Non è più tempo di scontri ideologici su tale materia, dal Veneto alla Toscana, passando dalla Lombardia e dal Piemonte, transitando per la Liguria e arrivando, regione per regione, alla Calabria per risalire all’Emilia Romagna, l’intervento dei vari governatori è senza dubbio risolutivo ma soprattutto tempestivo rispetto alle tempistiche del governo centrale. Opporsi un domani neppure troppo lontano ad un percorso federalista che tenga in considerazione le diversità regionali in uno spirito nazional solidale, sottolineerebbe soltanto l’inadeguatezza di una classe politica centralista inadeguata ai tempi correnti. Ognuno ha la propria visione amministrativa ma nei governi regionali, chi prima chi dopo, ha dimostrato un’efficienza sconosciuta alla burocrazia centrale. Non riconoscere oggettivamente tale peculiarità alle regioni sarebbe solo frutto di meri interessi di parte, i quali mal si conciliano con l’interesse generale di tutti i cittadini.
Gian Carlo Locarni

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