Karen Picchetti, gli antinfiammatori per l’endometriosi

3 strategie (antinfiammatoria, sostegno ormonale e dieta) per migliorare molto questa dolorosa patologia

L’endometriosi è uno dei problemi femminili più importante di oggi, conseguente alla situazione sociale moderna. Le donne contemporanee infatti hanno in media meno gravidanze ed in età più avanzata rispetto alle generazioni precedenti, riducendo al minimo gli effetti positivi che la gestazione ha nell’antagonizzare questa patologia, causata essenzialmente da un disequilibrio tra ormoni progestinici ed estrogenici. La patologia colpisce circa il 10% delle donne in età fertile ed è una problematica ingravescente negli anni, che colpisce un numero sempre maggiore di pazienti.

Come detto prima, alla base dell’endometriosi esiste uno squilibrio tra estrogeni e progesteroni, con dominanza estrogenica, causa di diversi problemi nella donna. Questo eccesso di estrogeni causa infiammazione, quindi la prima modalità di cura è il ricorso agli antinfiammatori. In natura il primo rimedio a cui ricorrere sono gli OMEGA3 che aiutano a curare la sintomatologia dolorosa a livello pelvico. Per quanto concerne invece l’azione diretta, per andare a riequilibrare il rapporto estro-progestinico, bisogna procedere con l’utilizzo di piante con una spiccata azione progestinica da assumere dal decimo giorno del ciclo, specie in quelle donne che presentano un ciclo anticipato, indice appunto di tale carenza. La pianta principe è Agno Casto, la quale dà quello stimolo progestinico che favorisce la protezione nei confronti dell’endometriosi, da assumere 1 compressa 3 volte al giorno.

Grande importanza ha anche il discorso dietetico: si è visto infatti che il consumo eccessivo di cibi animali, carne rossa, insaccati e zuccheri che fermentano nell’intestino è concausa di endometriosi. Consumare invece cibi ricchi di fibre e di antiossidanti, tipo frutta e verdura, e assumere integratori a base di sostanze antiossidanti, come vitamine e selenio, può aiutare a contrastare la patologia.

Con queste tre strategie (antinfiammatoria, sostegno ormonale e dieta), si riesce già a migliorare notevolmente questa dolorosa patologia sostanzialmente a carattere infiammatorio.

A questo punto bisogna porsi il perché alcune cellule che fisiologicamente escono dalle tube e vanno nell’addome a ridosso del ciclo mestruale in certe donne causino endometriosi ed in altre no. La causa va ricercata in un problema di tipo immunitario: il corpo di alcune donne, circa il 10%, non ha la capacità di uccidere queste cellule che vanno a livello peritoneo. Ecco allora che, per chi ha tendenza all’endometriosi o manifesta già i primi sintomi di questa patologia, è importante fare dei cicli nel periodo premestruale con Echinacea, pianta specifica per attivare quelle difese immunitarie necessarie ad antagonizzare lo sviluppo dell’endometriosi.

Per ultimo, per capire come mai generalmente la gravidanza ponga fine a questa patologia, bisogna sapere che lo stato gravidico determina una sorta di botta progestinica, che inibisce la predominanza estrogenica, portando nel corso dei 9 mesi di gestazione alla remissione dello stato infiammatorio e all’endometriosi, manifesta.

In conclusione abbiamo capito che l’endometriosi è causata sostanzialmente da un fatto sociale che porta ad una diminuzione di gravidanze, ad una dieta proinfiammatoria, troppo ricca di zuccheri raffinati e proteine animali, e a un deficit immunitario. Tutto ciò sta portando ad un aumento di tale patologia, spesso recidiva, che va risolta , in molti casi, con interventi chirurgici e che può causare sterilità.

Karen Picchetti

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