Laura Camaschella: cosa farà in cielo una professoressa?

Laura Camaschella era una persona educata e discreta, frequentava la Biblioteca, molti anni fa partecipò ai corsi di Piemontese, sempre puntuale ed attenta. 

La nostra conoscenza fu più diretta proprio cinque anni fa, in occasione dell’attentato alla sede di Charlie Hebdo. Nell’attacco terroristico avvenuto il 7 gennaio 2015 contro la sede del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi, morirono dodici persone, il direttore e disegnatore della rivista, quattro vignettisti, il curatore editoriale, una psicanalista e giornalista, un economista professore all’Università di Parigi, il fondatore  del festival Rendez-vous du Carnet de voyage, un addetto alla manutenzione ed un agente di polizia ufficiale del servizio di protezione, e undici rimasero ferite. Laura ci portò una copia della rivista e fu allora che ci confrontammo su alcuni argomenti di attualità. 

Nel 1994 Laura pubblicò un libro di poesie: “Sul sentiero dell’amore” che raccoglieva le poesie scritte tra il 1968 e il 1993, accompagnandolo con un fogliettino stampato: “Ai miei gentili lettori, con queste semplici poesie vi presento un cammino di vita, augurandomi che vi risulti piacevole e non vi annoi. Il di più che verrà ricavato rispetto alle spese, sarà devoluto ai bambini della Bosnia, che spero di rivedere al più presto”.

Le condizioni di salute di Laura erano peggiorate negli ultimi tempi, tanto che prima veniva in biblioteca a prendere libri accompagnata da un assistente e poi era l’assistente da sola a restituire e prendere i nuovi libri in lettura. Più volte negli anni Laura riprese le Novelle di Giovanni Verga, forse trovando nei racconti dello scrittore verista temi cari al suo spirito e alla sua concezione della vita. 

Voglio ricordarla come lei stessa scrisse nell’ultima poesia della raccolta: “Quando morirò, / vorrei essere sepolta in una terra libera, / dove la gente non muore in solitudine, / dove non è torturata / disprezzata, calpestata…/ Dove l’amore vincerà la morte…/ dove il sole non tramonterà mai, / dove i gabbiani giungeranno / ai confini del mondo, / verso l’infinito…”.

Piera Mazzone