Polioli Vercelli intervista a Gian Piero Godio Legambiente

Qual è la vostra posizione sul nuovo progetto (Biometano) di Polioli Bioenergy? Qual è stato l’impatto ambientale della Polioli sulla città di Vercelli? in che modo cambierà (o dovrebbe cambiare) nel nuovo progetto? è ecologicamente sostenibile? quali sono le possibili soluzioni?



G.G.«La produzione di biometano a partire dalla Frazione Organica dei Rifiuti Urbani (FORSU) –e non da altro- è una buona tecnologia, ma va comunque fatta nei luoghi appropriati e con le dimensioni appropriate.

Per il progetto di Vercelli abbiamo chiesto che si faccia un serio ed imparziale dibattito pubblico con l’attivazione della procedura di “Inchiesta Pubblica” prevista dalle leggi (vedere nel seguito)



L’impianto per il biometano non modifica l’attività di Polioli, bensì vi si aggiunge. E comunque di certo non rimedia all’inquinamento del passato!»



l’ecologismo crea danno all’occupazione o al contrario ne apporta beneficio? come?

«L’ambientalismo scientifico, come quello praticato da associazioni come Legambiente e Pro Natura, prevede che si faccia sempre un’analisi oggettiva e scientifica sugli effetti diretti e indiretti delle varie scelte (effetti nello spazio e nel tempo), con un approccio LCT-LCA (Life cycle thinking-Life cycle assessment), che, per fortuna, oggi è diventato materia d’insegnamento abituale nei nostri corsi universitari.

Solo facendo così si ottiene occupazione sana e duratura!

Questo dovrebbe essere l’approccio che noi raccomandiamo, per evitare di “farci fessi da soli” con scelte che non tengono conto di tutti gli effetti che ne derivano.

Insomma, è occupazione buona coibentare milioni di edifici, installare milioni di pannelli fotovoltaici, anche trasformare la FORSU in biometano, ma non con impianti esageratamente grandi (occorre trasportare a grandi distanze i rifiuti per trattarli), né troppo vicini all’abitato (ci possono essere verosimilmente esalazioni sgradevoli e poco salubri).»



Federico Zancaner