Raccolte fondi emergenza covid-19: come orientarsi

La questione Fedez-Ferragni e Codacons:

A marzo Chiara Ferragni e Fedez hanno lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma di crowfunding Gofundme a sostegno della terapia intensiva del San Raffaele per far fronte all’emergenza da coronavirus dando il via loro stessi con una donazione di 100.000 euro. Della raccolta fondi se ne trova traccia sul sito stesso dell’Ospedale San Raffaele. Codacons ha criticato tale raccolta fondi da due prospettive: da una parte la piattaforma Gofundme aveva preimpostato l’opzione di dare il 10% dei soldi donati alla piattaforma stessa, opzione che però poteva essere disattivata in qualsiasi momento dall’utente consapevole e che in seguito alle critiche è stata automaticamente tolta; inoltre Codacons ha sollevato il problema delle raccolte fondi private: perché non donare direttamente all’Iban dell’Ospedale in questione? Non stiamo qui discutendo la buona fede dei Ferragnez, infatti se da una parte bisogna segnalare che vi sono state in alcune zone di Italia delle raccolte fondi che si sono rivelate essere delle vere e proprie truffe, bisogna anche considerare che gli influencer appunto in qualità di “influencer” essendo benvoluti e fidati almeno per i loro fan sanno mobilitare risorse che altrimenti forse non sarebbero disponibili: di fatto l’Ospedale San Raffaele ha citato la raccolta fondi promossa da Fedez e Ferragni sul sito ufficiale. Al Codacons va il merito di aver sollevato la questione delle raccolte fondi dei privati ai quali si richiede il requisito di trasparenza.

https://www.hsr.it/news/2020/marzo/chiara-ferragni-fedez-san-raffaele





Polizia di Stato: sono state scovate alcune raccolte fondi che erano delle complete truffe

E’ di appena oggi domenica 5 aprile la comunicazione da parte della polizia di stato di una raccolta fondi truffa organizzata da un papà in pensione e la figlia disoccupata “in favore” dello Spallanzani e del San Camillo di Roma. Una delle due raccolte fondi veniva fatta su “una nota piattaforma internazionale di raccolte fondi” con tanto di logo (finto) della Regione Lazio al fine di dare parvenza di ufficiosità alla truffa e l’altra raccolta su facebook. L’indagine si è svolta grazie agli specialisti della Polizia postale.



Ecco riassunte le indicazioni della Polizia di Stato per non incorrere in truffe del genere:



  1. Le raccolte a scopo benefico necessitano di autorizzazione dell’ente pubblico al quale la somma è destinata e che in genere la pubblicizza sulle sue pagine ufficiali.

  2. Pur essendo possibile che una raccolta fondi non autorizzata giunga al destinatario, è importante che il cittadino verifichi se sulla pagina ufficiale del destinatario ci siano tracce di tale raccolta fondi facendo riferimento alle coordinate bancaria indicate sulla pagina ufficiale che potrebbero essere differenti da quelle indicate nella raccolta fondi.

  3. In caso di dubbi contattare la Polizia postale.

https://www.poliziadistato.it/articolo/385e89ac36a1e9e771820027



Coronavirus e criminalità:

In questo periodo tutti ci tengono a non fare brutta figura e anche la criminalità organizzata per sussistere ha bisogno di un certo consenso popolare: il problema? Ciò che viene dato ora verrà fatto pagare domani a interessi di strozzino.


f.z.

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