Rotary Club Valsesia: un service per i bambini che iniziano la vita in salita

DONATA UN’IMPORTANTE APPARECCHIATURA PORTATILE AL REPARTO NEONATALE DELL’OSPEDALE DI NOVARA

La dottoressa Federica Ferrero e l’anestesista Barbara Pilan erano presenti quando mio figlio Edoardo, nato all’Ospedale di Borgomanero, è stato portato d’urgenza all’ospedale di Novara, dove è rimasto ricoverato per un mese e mezzo e gli sono state fornite le cure migliori. Non dimenticherò mai quei momenti drammatici, che per fortuna si sono poi risolti e stasera posso presentarvi Edoardo e la madre di mio figlio, Marta Da Rodda, che, come tutte le donne, anche in quei momenti non ha perso la testa e ha saputo essere positiva”: Marco Di Biaso, Presidente del Rotary Club Valsesia, ha presentato in modo molto diretto la conviviale alla quale erano state invitate la Dottoressa Federica Ferrero – che si è sempre occupata di anestesia, rianimazione, cure intensive e trattamento del dolore del neonato e del bambino, prima presso l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino e poi presso l’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, dove dal 2010 è Direttore della Struttura Complessa di Terapia Intensiva Neonatale, e dal 2011 docente di Terapia Intensiva pediatrica nella Scuola di Specializzazione dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale – e la Dottoressa Barbara Pilan, anestesista, che attualmente lavora presso l’Ospedale di Borgomanero. L’invito è stata l’occasione per consegnare un’importante apparecchiatura portatile per neonati con difficoltà respiratorie, donata dal Rotary Club Valsesia con un contributo del Rotary Club Novara.

Federica Ferrero ha saputo trasmettere a tutti i soci presenti una grande emozione: “Quando dagli ospedali del territorio: Biella, Borgomanero, Vercelli, Borgosesia, Verbania e Domodossola, arriva un bambino con problemi, non sappiamo ancora cosa succederà, ma dobbiamo esprimere comprensione e speranza ai genitori, perché l’incertezza è la cosa più difficile da sopportare. La terapia intensiva neonatale è aperta 24 ore su 24 e i genitori possono accedere per vedere i loro bambini che spesso, quando ad esempio sono nati prematuri, devono soggiornare a lungo in ospedale. Oggi, in cui la natalità è in forte carenza, abbiamo sempre più bambini con problemi e dobbiamo cercare di farli vivere e non solo sopravvivere”. Il reparto di Terapia Intensiva Neonatale ha sedici posti letto, e ospita bambini nati prima del termine naturale della gravidanza, bambini che alla nascita hanno manifestato gravi patologie, bambini ai quali già durante la gravidanza erano state individuate alterazioni o malformazioni di qualche organo. “I bambini prematuri sono come dei giovani alberelli che hanno bisogno di supporti per crescere, non hanno difese dalle infezioni, quindi queste oggettive difficoltà devono essere spiegate ai genitori, senza spaventarli, ma creando un’empatia collaborativa con l’intero gruppo familiare. Le mamme spesso non riconoscono quel bambino minuscolo, non è quello che immaginavano, quindi occorre un lungo cammino verso il recupero di un ruolo smarrito”: la Dottoressa Ferrero ha parlato della “marsupioterapia”, che serve al bambino e alla mamma. Frédérick Leboyer (1918 – 2017), ginecologo e ostetrico francese, pioniere di una nuova concezione dell’arte ostetrica e il precursore del cosiddetto parto dolce, noto anche come “metodo Leboyer”, aveva spiegato bene cosa comunica il contatto delle mani della mamma sulla pelle del neonato: “La marsupioterapia può anche essere fatta dai Papà, ma in genere le donne sono più forti, reagiscono in modo più grintoso”. Nel 2018 su 1924 nati 384 sono stati ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale, Pediatrica e in terapia sub-intensiva
e 51 sono stati portati con lo STEN,
Sistema di Trasporto di Emergenza Neonatale, un servizio dedicato ai neonati in condizioni critiche che necessitano un trasferimento rapido, sicuro e delicato, presso una clinica attrezzata di terapia intensiva neonatale. E’ un trasporto pediatrico specializzato, costituito da medici esperti, fortemente preparati ad assistere i piccoli durante tutto il loro percorso, che dispongono di apposite attrezzature: termo-culla, ventilatore meccanico, monitor multiparametrico, pompe infusionali, aspiratore. L’apparecchiatura Thopaz, donata dal Club è molto importante, perché è un sistema mobile di drenaggio toracico digitale compatto che fornisce gli indicatori terapeutici chiave per la gestione del drenaggio toracico, insieme a dati precisi e oggettivi su fughe d’aria, volume dei fluidi e pressione pleurica.

Un breve video, realizzato gratuitamente da Andrea Ballaretti, un fotografo professionista, ha mostrato a tutti la vita quotidiana nel reparto gestito dalla Dottoressa Ferrero, molto diversa da come dall’esterno ci si aspetterebbe: questi bambini microscopici sono davvero dei grandi combattenti.

Il Presidente Di Biaso ha sottolineato come questo service così speciale risponda pienamente allo spirito di Paul Harris che invitava all’attenzione proprio verso i casi più particolari: “Pensiamoci noi, altrimenti non ci pensa nessuno”. Barbara Pilan ha osservato che la terapia intensiva neonatale comincia ad esistere nel momento in cui se ne ha bisogno, ed è molto importante poter essere accolti e curati vicino a casa.

Al termine della serata il Presidente ha donato alla relatrice, Dottoressa Federica Ferrero e alla Dottoressa Pilan una pubblicazione valsesiana e un Cd prodotto dall’Associazione Culturale Valsesia Musica.

Piera Mazzone

Presidente e relatrici