Rotary Valsesia: progetto Smart Learning

Ernesto Galli Della Loggia pochi giorni fa, il 27 settembre, in un editoriale pubblicato sul Corriere della Sera, parlava di “qualità della scuola”. “…La qualità dell’istruzione dipende più che da ogni altra cosa dalla centralità/qualità degli insegnanti, e che a sua volta questa finisce per dipendere direttamente dal ‘sistema scuola’ che si adotta…”. Questo concetto di qualità è molto presente negli obiettivi che si pone il Rotary International e che quindi ricadono sui vari Rotary nazionali, sui Distretti e sui singoli Club. Il Rotary Club Valsesia ha al suo interno una socia, Patrizia Rizzolo, che per molti anni è stata Dirigente Scolastica e quindi conosce dall’interno il mondo della scuola e le sue reali necessità: dialogando con Nino Olivotto, ingegnere informatico che ha lavorato per molti anni alla Microsoft, ha preso forma un importante progetto triennale, che coinvolge quattro Istituti Superiori del territorio, proposto come service in collaborazione con il R.C. Biella – R.C. Gattinara – R.C. Valle Mosso, e con i partner qualificati 2000 NET Srl e Hal Service S.p.A.

Giovedì 1 ottobre nella sala riunioni dell’Istituto Tecnico “S. Lirelli” di Borgosesia, è stato ufficialmente presentato questo progetto triennale: “Smart learning: apprendere meglio si può, tutti e ora”.

Erano presenti i quattro Dirigenti Scolastici degli Istituti in cui il progetto verrà realizzato: Profetto per l’Istituto Lancia, Faina per il Liceo Ferrari, Vicario per l’Istituto D’Adda, Donatone per l’Istituto Alberghiero, il Presidente della Provincia di Vercelli e Sindaco di Varallo Eraldo Botta, il Presidente dell’Unione dei Comuni Montani, Pierluigi Prino ed alcuni Sindaci. Profetto, che ospitava l’incontro, dando il benvenuto a tutti i presenti, ha parlato dell’importanza delle “alleanze formative” sul territorio, ricordando che: “La scuola è la cruna dell’ago dalla quale passa lo sviluppo di un territorio”. Il Presidente del Rotary Club Valsesia, Daniele Salezze, ha ringraziato Patrizia Rizzolo e Nino Olivotto, per aver dedicato tempo, lavoro e professionalità a questo progetto importante e finanziariamente impegnativo.

Rizzolo e Olivotto, ideatori e curatori del progetto, l’hanno presentato in maniera efficace e sintetica: “Il progetto triennale è nato per trasformare la crisi in un’opportunità di crescita e resilienza educativa: è il contributo del Rotary alla digitalizzazione nelle scuole e all’implementazione delle competenze digitali dei docenti e degli alunni, perché purtroppo siamo solo al 23° posto in Europa”. In Italia l’analfabetismo funzionale, che indica l’incapacità di usare in modo efficace le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana, raggiunge il 30%, quindi con il progetto la scuola diventa il luogo dove si costruisce l’apprendimento, che prepara i ragazzi ad entrare nel mondo del lavoro: “Vogliamo costruire delle belle teste, che abbiano capacità di pensiero creativo, di pensiero trasversale e di pensiero computazionale, cioè che sappiano usare le strumentazioni in modo adeguato”. Il Rotary donerà a ciascuna scuola: hardware, software, connettività, installazione, formazione ed assistenza, con un numero dedicato per qualsiasi necessità. Nel progetto saranno coinvolte in modo attivo anche le famiglie, perché ad ogni alunno coinvolto nel progetto verrà offerta una licenza di Office, che potrà essere utilizzata da cinque persone. Luca Rossi della 2000 NET srl, ha mostrato alcune delle sbalorditive potenzialità di questo tipo di strumentazione avanzata per la didattica digitale. Nino Olivotto è poi entrato nel cuore tecnico del progetto, premettendo che necessariamente si dovrà fare formazione per acquisire le competenze per gestire il cambiamento: “Il Presidente del Consiglio Conte a Cernobbio aveva individuato le tre priorità del piano di rilancio Italia nel: green, digitale – smart e formazione – learning. Green e digitale capiteranno, che ci piaccia o meno, quindi dobbiamo investire soprattutto in formazione. Il Rotary dà l’esempio investendo oltre 100.000 euro di valore di mercato, quarantacinquemila il primo anno”.

L’andamento del progetto verrà costantemente monitorato e saranno raccolti i materiali didattici prodotti dai docenti in spazio digitale. A fine anno scolastico Rizzolo e Olivotto hanno preannunciato che ci si ritroverà per verificare i risultati raggiunti.

 

Piera Mazzone