Scuola e Politica del cambiamento: parla Monica D’Alessandro

La fine dell’estate segna per molti un nuovo inizio e Settembre è indubbiamente il mese delle grandi ripartenze. Uno dei temi sicuramente più caldi di questo periodo vede come protagonista la Scuola.  A tal proposito, abbiamo chiesto un intervento a Monica D’Alessandro, educatrice e “tutor” nel Convitto giovanile dell’Istituto Marcelline di Arona, una professionista delle relazioni di aiuto che accompagna da molti anni gli studenti nella loro crescita,  anche là dove si verificano situazioni di difficoltà e di disagio, una persona che ha a cuore i giovani e il loro futuro, consapevole che la scuola ha e deve avere un ruolo cardine nella costruzione della loro vita e di un mondo migliore.

In che modo gli alunni, le loro famiglie e gli insegnanti riusciranno a  superare la dura prova del rientro a scuola soprattutto in questo periodo molto critico?

“Uno fra i principali obiettivi su cui personalmente mi batto da sempre  è quello di favorire il cambiamento. So che sembra un concetto astratto ma non lo è affatto. Personalmente ho sempre sostenuto che la scuola ricopre un ruolo fondamentale e possiede delle responsabilità a cui essa stessa non può sottrarsi, quella di aiutare ad accettare il cambiamento e trovare in esso nuove opportunità, è tra i suoi compiti fondamentali. La Scuola non eroga solo istruzione, ma ha il compito di  pianificare obiettivi di lungo termine che si possono attuare solo con la presenza, con il confronto e attraverso l’applicazione di alcuni  principi cardine quali l’onestà e la libertà. Attraverso questi modelli di pensiero possiamo favorire le nuove situazioni e arrivare alla consapevolezza che dal senso di libertà prendono  vita le relazioni”.

Quali sono i valori che tengono in piedi una rete sociale ben organizzata e strutturata?

“Sicuramente non può mancare il buon senso così come il senso civico, la relazione con e attraverso gli altri, la sincerità, la spontaneità, il raggiungimento di un bene comune, che molto spesso nasce dalla volontà di rendersi utili e fare in modo che le cose avanzino in positivo; tutto questo non può che  portare ad un mondo migliore”. Nel nostro territorio ci sono già delle realtà che adottano questo tipo di politica, la città di Arona, guidata dal sindaco e On. Alberto Gusmeroli, ne è un concreto e valido esempio.

Proprio per questo Monica D’Alessandro  ha deciso di far parte del “team” del sindaco, candidandosi a consigliera comunale; qualora dovesse farcela, e noi glielo auguriamo, la sua vittoria rappresenterebbe per la città e per gli aronesi un valore aggiunto da inserire nell’ambito scolastico e non solo. Un’altra donna andrebbe ad aggiungersi alla lista delle figure femminili di spicco che contraddistinguono l’amministrazione capitanata da Federico Monti candidato a nuovo sindaco e l’attuale  Alberto Gusmeroli, pronto a cedergli il posto in caso di elezioni vinte.

Che cosa aggiungerebbe Monica d’Alessandro alla politica?

“Sicuramente politiche nuove, sempre più vicine a ideali di cambiamento e rinnovamento; favorire il cambiamento per me vuol dire, soprattutto, superare le ideologie di cui troppo spesso siamo vittime; significa avere la possibilità di poter scegliere dove mandare i propri figli a scuola superando il muro del pregiudizio che fino ad oggi ha tenuto scuola pubblica e paritaria molto distanti”.

Il comparto scuola in Italia è una questione che ha delle problematiche antiche, molte di esse irrisolte, e il Coronavirus non ha fatto altro che evidenziarne le criticità, soprattutto se prendiamo in considerazione gli Istituti paritari. Inequità tra scuola statale e  paritaria,  didattica a distanza, distanziamento,  cattedre vacanti,  diritto all’istruzione sono tutti temi affrontati in questi giorni non solo da Monica D’Alessandro ma anche e soprattutto da suor Anna Monia Alfieri, già presidente della Fidae ( Federazione degli Istituti Dipendenti dalle Autorità Ecclesiastiche) Lombardia.

Dal 2013 Suor Anna Monia Alfieri è membro e coordinatrice del Tavolo Permanente sulla Parità, Assessorato Istruzione, Formazione e Lavoro e collabora nella conduzione del Gruppo di Studio Nazionale sulla Parità scolastica, I Commissione Permanente alla Camera dei Deputati, a lei  la stessa D’Alessandro si sente molto vicina, tanto da considerarla sua mentore.

Il grido che giunge dai rappresentanti delle scuole paritarie, in cui riconosciamo per l’appunto la figura di  suor Anna Monia Alfieri ma anche quella di Monica è: “Le scuole paritarie fanno parte di un sistema scolastico nazionale d’istruzione, non esiste nessun tipo di ideologia nei confronti di nessuno, facciamole solo funzionare, rendiamole libere”. Le  statistiche dicono che circa un terzo degli istituti paritari è destinato a sparire a causa dell’incapacità per molte famiglie italiane di pagare le rette scolastiche; il  lungo periodo di lock down e la crisi economica ha messo in ginocchio la scuola.  

La stima è appunto questa: un terzo degli studenti attualmente iscritti agli istituti paritari non potrà proseguire presso lo stesso istituto e si dovrà iscrivere altrove. Una conclusione del tutto inconcepibile se pensiamo che “Uno Stato di diritto qual è l’Italia, che si fonda sul principio della  democrazia e della libertà, è tale nella misura in cui non solo garantisce i diritti che riconosce ma è capace di rimuovere qualsiasi ostacolo economico che impedisce il pieno sviluppo della persona”, afferma suor Alfieri. Emergenza Covid permettendo, dunque, l’altra grande emergenza è quella di far riaprire le scuole pubbliche paritarie, salvaguardando la libertà di scelta delle singole famiglie.

Qual è l’auspicio per questo nuovo anno scolastico Monica?

Premesso che la speranza di poter far parte di una politica del cambiamento, come quella adottata in questi dieci anni dalla cordata Gusmeroli, non mi abbandona, attraverso la carica di consigliera mi piacerebbe portare la mia esperienza concreta  sul campo, nuovi progetti e nuove idee rivolte soprattutto ad un bacino di utenti  più ampio”. Chi ha avuto la fortuna di conoscere Monica D’Alessandro sia all’interno dell’Istituto Marcelline in cui, dopo gli studi umanistici, ha maturato grande esperienza in ambito educativo, sia al di fuori, sa che il suo temperamento non le permetterà  di arrendersi facilmente e per tanto continuerà a battersi in difesa delle scuole paritarie, per il superamento delle ideologie e per la libertà. “Se vogliamo vincere contro un sistema obsoleto e fatto di privazioni abbiamo bisogno di  una forte e concreta progettualità, che metta al centro prima di tutto i giovani e il loro futuro e che aiuti le loro famiglie e gli insegnanti a raggiungere gli obbiettivi. Solo restando uniti e condividendo quei valori che hanno lo scopo di migliorare il mondo come gesto caritatevole nei confronti di tutti coloro che vi  abitano ce la possiamo fare. Tuttavia, riconosco nella politica un ruolo importante che non le permette di rimanere distaccata di fronte al tema della scuola perché, a mio modesto avviso, essa rappresenta  la più grande forma di Carità. Se non esiste carità non possono esistere uomini politici che siano menti pensanti ma soprattutto con un cuore”.

La Scuola dopo tutto ha bisogno di sostegno, e non solo economico; i giovani e le loro famiglie chiedono di essere incoraggiate, soprattutto adesso, gli insegnanti, i dirigenti scolastici, i dipendenti, tutto il sistema scolastico ne ha bisogno . Lavorare in sinergia al fine di costruire ponti e abbattere barriere,  soprattutto quelle ideologiche, è importante e doveroso. Se  poi sfruttiamo l’esperienza di chi da anni lavora nel settore come Monica D’Alessandro si può anche pensare di poter raggiungere grandi risultati che abbiano il solo scopo di migliorare la situazione in modo concreto ed efficace, dove alle parole si sostituiscono i fatti.

Questo è quello che in generale affiora dall’intervista fatta a Monica D’Alessandro e da cui emerge una persona carismatica, determinata, autorevole e quasi mai autoritaria; una donna, un’educatrice che ha trasformato la sua passione per l’insegnamento e l’educazione in una vera e propria missione di vita.

Pamela Romanello

 

Monica D’Alessandro
Monica D’Alessandro con le sue allieve