Siamo ancora in tempo per prevenire lo scioglimento dei ghiacciai alpini? Ne parliamo con Gian Piero Godio di Legambiente

A causa del riscaldamento globale provocato dalle emissioni di CO2 i ghiacciai di tutto il pianeta si stanno man mano rimpicciolendosi: pur senza la necessità di essere catastrofici sta al buon senso di tutte le persone cercare con equilibrio di ridurre anche solo di un po’ l’inquinamento grazie a dei piccoli accorgimenti, diminuendo gli sprechi ed evitando accuratamente le esagerazioni nelle emissioni di gas serra…chiedendo naturalmente anche ai governi di fare la loro parte.

Qual è l’attuale stato di conservazione dei ghiacciai alpini?

Gian Piero Godio: “Una generale regressione della fronte glaciale con un consistente aumento degli affioramenti del substrato roccioso.

 

E’ questo, in estrema sintesi, il risultato del monitoraggio effettuato nella seconda tappa della Carovana dei ghiacciai, il 19 e 20 agosto scorso, su cinque ghiacciai del gruppo Monte Rosa: Indren, Bors, Locce, Piode e Sesia Vigne. Di questi ghiacciai, uno, l’Indren, si trova sul versante aostano mentre gli altri quattro su quello valsesiano.”

 

 

Quali sono le principali cause del loro scioglimento?

La causa è il riscaldamento globale. Tutti i ghiacciai alpini si stanno riducendo. Più di 200 sono già scomparsi lasciando il posto a detriti e rocce. Il confronto tra la realtà odierna e le vecchie fotografie dei ghiacciai non lascia dubbi sulla fase di riduzione che stanno attraversando. Un fenomeno preoccupante che si sta verificando ovunque nel mondo.”

 

Quali sono le possibili conseguenze?

 

G.G. “Un problema legato al cambiamento climatico di cui dovrebbero avere contezza coloro che frequentano le alte quote è anche quello della degradazione del permafrost che non essendo più perennemente ghiacciato dà origine a frequenti crolli e distacchi di massi e detriti su sentieri che nel passato gli alpinisti consideravano sicuri: ad esempio la via che attraverso il ghiacciaio di Indren porta ai rifugi Mantova e Gnifetti che è stata più volte rintracciata per diminuirne la pericolosità legata alla diminuzione della massa glaciale e alla instabilità gravitativa della sovrastante parte rocciosa.

Infine se le attività umane continueranno come negli scorsi decenni potrà effettuarsi la completa scomparsa dei ghiacciai che non sarà solo una perdita dal punto di vista paesaggistico, ma anche per tutto l’ecosistema ghiacciaio-fiume che sarà snaturato.”

 

Eppure l’alta Valsesia è da tempo classificata come Sito di importanza comunitaria e Zona di protezione speciale (It1120028) e il bacino fluviale del Sesia- di cui questi ghiacciai fanno parte- è stato riconosciuto come tempio della naturalità anche dal Pta, il Piano di Tutela delle acque della Regione Piemonte, ed è anche merito della presenza dei numerosi ghiacciai.

Gian Piero Godio

Vi sono dei rimedi? Quali?

 

G.G. “Ho visto queste montagne e questi ghiacciai più di cinquant’anni fa, e mi colpiscono i cambiamenti che sono avvenuti.

 

Ma non per nostalgia dei tempi passati che proponiamo a tutti di collaborare alla conservazione e al ripristino della Valsesia con i suoi ghiacciai. Proponiamo di conservare e ripristinare la naturalità e la spontaneità della natura poiché se riflettiamo con lungimiranza è ciò che può garantire il migliore e più duraturo benessere a chi la abita. Purtroppo invece da cinquant’anni a questa parte non è  sempre andata così e Legambiente ha fatto tante battaglie e proposte per la conservazione della naturalità dei boschi, dei fiumi, del suolo e del paesaggio, contrastando proposte di eliski, di innevamento artificiale, di eccessivo sfruttamento idroelettrico, di infrastrutturazione dei comprensori sciistici. Per valorizzare le proposte responsabili  “ La Carovana delle Alpi” di Legambiente ha assegnato una Bandiera verde nel 2012 all’Associazione di Alagna il cui nome significativamente è “ Noi Walser, per un turismo sostenibile e responsabile” di cui Alessandro Sbragia è stato il fondatore e l’animatore.”

 

 

 

 

Nessuno sta dicendo di comportarsi asceticamente, ma semplicemente di evitare le esagerazioni e di adottare dei piccoli accorgimenti utili nella vita quotidiana: magari quando si va a fare la spesa se possibile scegliere i prodotti eco-friendly meno imballati nella plastica, ridurre la velocità di guida in auto; diminuire il consumo di carne a favore delle verdure nella propria alimentazione potrebbe essere  una scelta felice…per non parlare di promuovere la raccolta differenziata, la coibentazione degli edifici pubblici e l’utilizzo dell’energia solare.

 

Federico Zancaner