A tu per tu con il pilota F1 Antonio Giovinazzi

“Spero di non diventare come certi piloti che stanno sulle loro solo perché guidano una F.1. Infatti mi piace firmare autografi ai bambini. Quando lo ero io, consideravo i piloti come eroi. Che ora lo chiedano a me, mi rende orgoglioso”. Così dice Antonio Giovinazzi, pilota dell’Alfa Romeo Racing in Formula 1 e unico italiano in griglia.
Vice-campione di GP2 nel 2016, dal 2017 è terzo pilota Ferrari e dalla stagione 2019 pilota ufficiale dell’Alfa Romeo.
Originario di Martina Franca, per lui <<rappresentare l’Italia è una cosa importantissima. – dice – Sono fiero del mio Paese e sono felice di poter essere uno dei portacolori dello sport italiano ai maggiori livelli, soprattutto quando per tanti anni è mancato un pilota italiano in F1. La responsabilità c’è sempre, l’Italia è una delle nazioni storiche nel mondo del motorsport e abbiamo avuto tanti campioni nella storia, sia passata che recente, e io do il meglio ogni giorno per onorare questa storia>>.
Quest’anno la F1 corre per ben tre volte nel nostro Paese: a Monza, al Mugello e a Imola.
<< Il Gran Premio di casa – spiega – è sempre un’emozione particolare e io penso di essere il primo pilota a poter correre tre volte nella stessa stagione nella propria nazione. Purtroppo, a Monza non ci sono stati i tifosi che mi hanno fatto sentire tanto calore l’anno scorso, ma so che da casa ci hanno seguiti in tantissimi. Il Mugello – continua – è un circuito bellissimo ed è un’esperienza unica correre in gara lì, mentre Imola è una delle sedi storiche della Formula Uno in Italia. Quello che l’Italia ha sofferto quest’anno è un motivo in più per dare il massimo e tentare di regalare un sorriso al nostro Paese>>.
Sin da piccolo ha avuto la passione per i motori, a soli 13 anni ha vinto il suo primo campionato di kart:<<Ho sempre sognato – racconta – di guidare in Formula Uno e ho avuto la grande fortuna di avere una famiglia che ha sostenuto questo sogno. I miei genitori mi hanno avvicinato a questo mondo e ho avuto il supporto di tanta gente nella mia città di Martina Franca>>.
Il calendario di questa stagione è molto fitto: da luglio a dicembre quasi ogni weekend è sede di una gara, per la gioia dei tifosi. Dunque la preparazione mentale e fisica sono indispensabili. <<Seguo una routine molto specifica, creata insieme al mio preparatore Luigi Angelini. – spiega Giovinazzi – La scaletta di un weekend di gara è sempre la stessa, quindi riesco a mantenere un certo livello di abitudine la domenica. Comincio la giornata con una colazione sana, poi in circuito ho meeting con i miei ingegneri e alcune attività per la stampa. A circa un’ora dalla gara – continua – faccio una routine di riscaldamento, sia fisico e mentale, e poi vado in garage per gli ultimi preparativi prima di andare in griglia. Mentalmente, è importante trovare il modo di concentrarsi e di focalizzare tutte le energie in funzione delle due ore successive>>.
Non manca un pensiero ai giovani:<<Penso che con il lavoro e la passione si riesca a raggiungere obiettivi che possono sembrare inarrivabili. Nessuno ti regala nulla nel mondo, ma devi lavorare duro per ottenere quello che sogni>>.
E allora #tuttipazziperGiovinazzi, come recita il suo fan club.

 

Davide Crudele

Antonio Giovinazzi
Giovinazzi durante la parata dei piloti
La maglietta del suo fan club #tuttipazzipergiovinazzi