Gli apprendisti in Piemonte sono 14.255 secondo i dati di Confartigianato Piemonte e da quest’ultimo, il presidente Giorgio Felici spiega così il motivo:

L’apprendistato è il contratto più adatto alle esigenze degli artigiani. La crescita è merito degli interventi di decontribuzione, che vanno rinnovati.

Nell’ultimo anno 283.000 giovani sono entrati nel mondo del lavoro e stanno imparando un mestiere grazie all’apprendistato.

Secondo i dati Istat, la crescita record di assunzioni di apprendisti registrata tra aprile 2017 e marzo 2018: 283.000, il 20,2% in più rispetto al 2017 e superano dell’11,4% le 254.000 assunzioni di giovani a tempo indeterminato avvenute nello stesso periodo.

I valori numerici degli apprendisti avviati al lavoro in Piemonte, riferito a tutti i settori produttivi indicano che gli apprendisti nel 2005 ammontavano a 31.917 unità; nel 2006 salivano a 35.835, per aumentare ancora nel 2007 a 39.870, mentre nel 2008 diminuivano a 34.894, nel 2009 scendevano ulteriormente  a 24.026, nel 2010 proseguivano la discesa attestandosi a 23.013, mentre nel 2011 salivano leggermente toccando quota 23.403, riscendendo nel 2012 a 22.413 e nel 2013 scendevano ulteriormente attestandosi a 18.445, risalendo nel 2014 a 18.883, nel 2015 scendevano a 15.084, mentre nel 2016 risalivano a 19.449 e nel 2017 salivano ulteriormente a 23.277. Gli apprendisti al 30 giugno 2018 hanno raggiunto la quota di 14.255. I dati degli ultimo tre anni confermano il rinnovato interesse delle imprese per l’utilizzo di tale istituto.

Inoltre, secondo una rilevazione di Confartigianato, tra gennaio e maggio 2018 i contratti di apprendistato sono aumentati più degli altri rapporti di lavoro: ne sono stati attivati 134.358 (il 96% dei quali riferiti a giovani under 30) con una crescita del 13,7% rispetto allo stesso periodo del 2017. Largamente battuti i contratti a tempo indeterminato (+3,1%), i contratti a tempo determinato (+8,4%), i contratti stagionali (+7%) e i contratti intermittenti (+8,8%).

Il rapporto di Confartigianato mostra che i contratti di apprendistato rappresentano il 12,5% dei nuovi rapporti di lavoro creati in Italia nel primo trimestre di quest’anno per i giovani under 30.

In chiave territoriale si osserva che nel primo trimestre 2018 l’apprendistato rappresenta oltre un decimo (12,5%) dei nuovi rapporti attivati per under 30 e la Regione con la maggiore vocazione all’apprendistato è l’Umbria dove si contano 18,5 nuovi rapporti di apprendistato ogni cento nuovi rapporti attivati per under 30; seguono la Toscana con 16,2 il Veneto con 15,6 le Marche con 15,4 mentre il Piemonte con 14,5 si posiziona al quinto posto della classifica regionale.

Sulla crescita dei contratti di apprendistato hanno influito gli interventi di decontribuzione previsti nella Legge di bilancio 2018. Interventi che occorre reiterare – sottolinea  Felici – perché i numeri dimostrano che la ripresa dell’occupazione giovanile passa per l’apprendistato, il contratto a causa mista più adatto a soddisfare le esigenze formative dell’artigianato e delle piccole imprese, un’esperienza dove si coniuga studio e lavoro, che prepara i giovani ad entrare in un mercato del lavoro che richiede competenze tecniche evolute”.

I dati piemontesi degli ultimi tre anni confermano il rinnovato interesse delle imprese per l’utilizzo di tale istituto – riprende Felici – e dimostrano che la nostra Regione conferma l’importanza dell’apprendistato come principale canale di accesso al lavoro per i giovani grazie anche al fatto che ha saputo attivare sperimentazioni vincenti. Voglio anche ricordare che il connubio artigianato e apprendistato è virtuoso, infatti l’artigianato è il comparto che fa maggiormente ricorso all’apprendistato nelle assunzioni di giovani.

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