La Cina al G20 ama aumenta la produzione di carbone

A cosa serve la partecipazione cinese visto che il Governo cinese ha ordinato l’aumento del carbone? 

Che tra il G20 e la COP26 di Glasgow la Cina mettesse in atto il vecchio sistema del cosiddetto pesce in barile per decidere di non decidere se ne aveva avuto sentore, una spinta nazionalista sotto il profilo ambientale ed energetico molto forte, atta a preservare la propria nazione a discapito della comunità internazionale. Verrebbe da domandarsi a cosa serva la partecipazione cinese alle riunioni istituzionali internazionali visto che il Governo cinese ha ordinato l’aumento della produzione nelle miniere di carbone del Paese, dopo che la carenza di energia ha lasciato milioni di case e aziende in balia delle interruzioni di corrente. Tre delle principali province carbonifere si sono impegnate ad aumentare la produzione, hanno affermato alcune agenzie di stampa cinese. La Cina si è mobilitata in fretta per far fronte alla stretta energetica, adottando una serie di misure per assicurare la fornitura alle famiglie e mantenere operative le fabbriche della seconda economia più grande del mondo. Una circolare del massimo pianificatore economico del Paese, ha esortato a promuovere la firma di contratti di fornitura di carbone a medio e lungo termine tra aziende che generano energia e i fornitori di riscaldamento, nel tentativo di garantire carbone sufficiente per il settore, soprattutto per uso domestico. Secondo i funzionari e gli analisti del settore, le carenze di energia nascono da una combinazione di fattori, tra cui l’ingente dipendenza del Paese dal carbone, l’instabilità delle fonti pulite e l’aumento delle attività di produzione nel contesto della ripresa economica. Il comparto termico occupa ancora una grande parte della produzione energetica della Cina, rappresentando quasi il 70% a livello nazionale. I prezzi del carbone sono aumentati a causa della scarsità delle forniture, spingendo le centrali elettriche a ridurre la loro produzione per evitare perdite dovute ai limiti ufficiali sui prezzi dell’elettricità. Nei primi otto mesi dell’anno, il consumo di energia della Cina è aumentato di circa il 14% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, durante il periodo la capacità di produzione di energia installata è aumentata solo del 10% circa. Oltre alla scarsità dell’offerta, anche la crescente domanda di elettricità derivante dalla forte ripresa economica ha contribuito alla carenza che si è verificata. Poiché le attività di produzione in alcuni Paesi sono state ostacolate dalla pandemia, la domanda globale di beni prodotti in Cina è aumentata notevolmente, il che ha incrementato il consumo di energia in alcune città costiere. Quello che sta aggravando la crisi energetica sembrerebbe essere un calo nella produzione di energia pulita. Per esempio, nel mese di settembre la produzione di eolico in alcune regioni cinesi è scesa improvvisamente a 70.000 kWh a causa delle cattive condizioni meteorologiche, in netto contrasto con l’effettiva capacità installata per tale fonte, pari a 10 milioni di kWh secondo i dati dei pianificatori economici del paese. La più grande società di servizi del Paese si è impegnata ad evitare tagli o interruzioni di corrente, dicendo che rafforzerà la distribuzione di energia in tutta la rete, coordinerà la trasmissione di elettricità alle province e regioni carenti e terrà d’occhio i consumi. Anche le autorità locali si stanno muovendo in tal senso. In una delle province carbonifere ad esempio, agli operatori elettrici è stato richiesto di rafforzare le previsioni e gli avvertimenti in termini di carenze energetiche, mentre altre province hanno richiesto ai produttori di energia di ridurre le interruzioni per manutenzione, di rafforzare le capacità di produzione nelle ore di punta e di passare a nuove fonti se necessario. Sul fronte finanziario, il principale regolatore bancario e assicurativo della Cina ha inviato una circolare in merito al rafforzamento del sostegno finanziario per la produzione di carbone, elettricità e sul mantenimento dell’ordine nel mercato delle merci.  Il documento della China Banking and Insurance Regulatory Commission sollecita l’impegno per soddisfare le ragionevoli esigenze di finanziamento dei produttori di energia, carbone, acciaio e metalli non ferrosi, allo scopo di assicurare le forniture e stabilizzare i prezzi. Nel testo, le banche e gli istituti assicurativi vengono invitati a offrire servizi finanziari solidi per assicurare le forniture di energia ed elettricità per l’inverno e la primavera, oltre a sostenere attivamente le principali aree di produzione del carbone e le imprese chiave del settore per aumentare l’offerta di carbone termico.

Gian Carlo Locarni

Giancarlo.locarni@gmail.com