Ansia panico e angoscia da pandemia? Risponde la psicoterapeuta M.B. Arenas

La pandemia da Coronavirus sta facendo emergere in molti di noi ansia, panico e angoscia. I motivi di tale pericolosa diffusione di queste che gli psicologi e psicoterapeuti chiamano “emozioni disfunzionali” – un vero e proprio virus nel virus –  sono diversi e sono legati alle numerose preoccupazioni con cui tutti noi ci troviamo a fare i conti.  Temiamo per la nostra salute e per quella dei propri cari, per il lavoro e per la grave situazione economica. Tutte apprensioni che l’isolamento domiciliare, a cui siamo doverosamente sottoposti, amplificano ulteriormente, trasformandole in dilanianti tormenti. Quest’ultimi deleteri, oltre che per la salute psicologica, anche per le difese immunitarie che per effetto si abbassano, rendendoci così più vulnerabili e quindi più esposti al virus. Inoltre, in questo complicato scenario, molti di noi devono purtroppo confrontarsi anche con la sconvolgente e traumatica perdita di un proprio affetto ed il personale sanitario – impegnato in prima linea nella gestione dell’emergenza – con turni alienanti.

«Ci rendiamo conto di essere vittime di emozioni disfunzionali quando i nostri comportamenti non sono più dettati dalla razionalità» spiega la dottoressa Maria Beatriz Arenas, psicologa psicoterapeuta specializzata nella tecnica EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), indicata dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) come la terapia più efficace per la cura della Sindrome da stress post traumatico (PTSD).

«La paura è positiva perchè ci consente di far fronte alla situazione di pericolo, adottando le precauzioni necessarie per prevenirlo ma quando quest’ultima si trasforma in ansia generalizzata, angoscia, e nei casi più gravi, anche in attacchi di panico, è il segnale che sta entrando in atto un meccanismo disfunzionale per il nostro organismo – prosegue l’esperta – Ne sono un esempio l’assalto ai supermercati, l’acquisto di generi alimentari deperibili in quantità eccessive per il consumo, la chiusura delle tapparelle di casa nelle ore diurne e l’insonnia. Anche ricercare morbosamente immagini e informazioni non filtrate riguardanti la pandemia, è sinonimo di ansia».

Dunque, Il primo consiglio è di informarsi correttamente sulla pandemia andando sul sito web ufficiale del Ministero della Salute (http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus).

«Ansia, panico, angoscia e depressione hanno origine in noi dal confronto con le incertezze: eravamo convinti che le cose brutte potessero accadere solo agli “altri” – evidenzia la dottoressa – Pensavamo di avere il controllo su tutto ciò che ci circonda ed invece ci siamo accorti che si trattava solamente di un’illusione e che in realtà siamo tutti estremamente vulnerabili».

Come non essere preda delle emozioni disfunzionali che – lo abbiamo detto prima – ci danneggiano fisicamente, oltre che psicologicamente e non ci consentono di reagire in modo lucido ed efficace alla situazione?

«Quando ci accorgiamo di provare ansia, panico, angoscia e depressione è necessario chiedere subito il supporto dello psicologo per gestire efficacemente le emozioni disfunzionali legate alla propria salute ed a quella dei nostri cari. Il professionista ci aiuta ad innescare pensieri positivi, che portano ad avere emozioni adattative come la gioia, la gratitudine e la speranza, le quali, a loro volta, stimolano comportamenti più razionali e soddisfacenti, con il risultato di un incremento del benessere personale – continua la psicoterapeuta –  Inoltre, il supporto psicologico ci consente di elaborare in modo utile le preoccupazioni legate al lavoro e alla situazione economica, a gestire l’impatto emotivo della Quarantena, ad elaborare il lutto per i propri famigliari scomparsi e, per il personale sanitario, a gestire psicologicamente lo stress e i traumi legati alla pandemia».

Possiamo ricevere supporto psicologico anche restando a casa: basta chiamare la psicoterapeuta e fissare una seduta telefonica oppure, per chi è più abile nell’uso della tecnologia, darle appuntamento su What’sApp e su Skype per una videochiamata, che consente di avere il contatto visivo.

Quindi, nell’incertezza di questo momento, possiamo trovare un nuovo equilibrio e stare bene?

«Imparando a gestire efficacemente il confronto psicologico con questa esperienza, possiamo aumentare la nostra capacità di reazione, ovvero la resilienza».

Per ulteriori info e per fissare una seduta telefonica o mediante videochiamata, la dottoressa Maria Beatriz Arenas risponde al numero: 3331701035 e alla mail: beatrizarenas@hotmail.it

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