La ricetta dell’Antica Cunsurtarija dal tapulon

La storica ricetta, è stata insignita nel 2020 della de.co. come piatto tipico della Città di Borgomanero

Al tapulone, piatto principe della cucina borgomanerese è stata recentemente attribuita la De.Co. (Denominazione Comunale). La richiesta era stata avanzata al Comune di Borgomanero dall’Antica Cunsurtarija dal Tapulon, associazione ricostituita nel 2003, presieduta dal giornalista Carlo Panizza  ed iscritta alla Fice, la Federazione Italiana delle Confraternite Enogastronomiche. Le origini del tapulone sono antichissime. Secondo la leggenda il piatto venne cucinato per la prima volta in concomitanza con la fondazione della città avvenuta secondo la tradizione popolare ad opera di tredici pellegrini, ribattezzati nel dialetto locale i “trozzi orchi” (letteralmente tredici orchi) che di ritorno da un pellegrinaggio all’isola di San Giulio a Orta furono costretti , a causa di un incidente tecnico a fermarsi sulle sponde del Torrente Agogna. Il loro carro , trainato da un attempato asino, sul quale c’erano le vettovaglie dell’allegra compagnia si ruppe irreparabilmente. L’asino si azzoppò e a nulla valsero le cure prestate al povero animale che non riuscì più a rialzarsi dopo la brutta caduta.  I tredici pellegrini decisero di fermarsi e di cibarsi con la carne, un po’ stagionata del povero somarello, cotta a fuoco lento dopo essere stata grossolanamente sminuzzata, dalla cuoca “Sabèta” (Elisabetta) che fu la prima, involontaria cuoca del tapulone. Leggenda a parte il tapulone affonda le sue origini in tempi veramente remoti. Tra i documenti storici ,uno risale al periodo della Dominazione Spagnola (XVI secolo) e riferisce di un Comandante di guarnigione che in una delle tante Osterie che allora esistevano a Borgomanero apprezzò tantissimo un succulento piatto a base di “carne picada”, carne trita, quindi il tapulone che ancora oggi a distanza di secoli viene cucinato nelle case e nei ristoranti della città.

Qui sotto riportiamo la ricetta fedele alla tradizione originale

Ingredienti per 4 persone:

1 Kg. di polpa d’asino macinata grossa (In assenza di carne di asino va bene anche quella di cavallo)

2 spicchi d’aglio

1 rametto di rosmarino

2 foglie di alloro

Due bicchieri di vino rosso (possibilmente Boca doc)

50 gr. di lardo

1 noce di burro

2 cucchiai di olio di oliva, sale e pepe.

Preparazione Sul tagliere battete il lardo con un coltello pesante. In una casseruola mettete il lardo, l’olio, l’aglio un po’ schiacciato con le mani, l’alloro e il rosmarino e fateli rosolare dolcemente. Una volta dorato togliete l’aglio, aggiungete la carne con sale e pepe e cuocetela, separandola con i rebbi di una forchetta finché non si asciuga. Unite ora, fino a coprire la carne, il vino rosso, quando il vino prende bollore, abbassate il fuoco. Cuocete a fuoco lento per circa 45/60 minuti finché la carne risulti abbastanza asciutta. Aggiustate di sale e pepe e rinfresco con una noce di burro. Dopo aver tolto gli aromi, l’alloro e il rosmarino, servite il tapulone caldo con una fumante polenta.