Il Covid-19 blocca le adozioni degli amici pelosi e fa scarseggiare le risorse.

Novara. L’emergenza c’è e colpisce tutti, l’epidemia di Covid-19 ha avuto effetto su tutte le attività strettamente legate all’uomo, tra cui quelle connesse alla tutela animale. Benché ai cani ed ai gatti che trovano quotidianamente ricovero in canile siano garantiti cibo ed assistenza veterinaria, dall’inizio della quarantena le adozioni si sono bloccate, dovute all’impossibilità delle persone di recarsi in visita presso tali strutture e, come se non bastasse, anche alcune risorse fondamentali cominciano a scarseggiare.

Abbiamo intervistato Marco Negrini presidente della sezione novarese dell’Enpa che assieme ad alcuni volontari si prende cura degli animali nel canile sanitario di via del Gazzurlo, al fine di comprendere come i suoi ospiti stanno vivendo il corrente periodo di emergenza. «Fortunatamente non riscontriamo abbandoni in questi giorni e ringraziamo gli appelli di veterinari ed istituzioni che hanno contribuito ad allontanare dalle persone il timore che gli amici a quattro zampe potessero diffondere il coronavirus, anzi colgo l’occasione per ribadire che i cani ed i gatti non sono vettori di questa epidemia», afferma Negrini. La vita nel canile scorre come sempre anche se i turni dei volontari sono stati ridotti per non creare assembramenti.

Attualmente nel rifugio di via del Gazzurlo sono ricoverati ottantatré cani e trentuno gatti di cui però solo venticinque dei cani e quattro dei gatti sono “comunali”, ovvero la struttura percepisce un contributo da parte dell’ente locale di riferimento. Il resto vive interamente sulle spalle dell’Enpa, ovvero grazie ai contributi ed alle donazioni dei volontari e dei sostenitori. «Se qualcuno volesse aiutarci – spiega il presidente dell’Enpa Novara – può farlo tramite una donazione che ci permetterebbe di garantire il riscaldamento delle cucce, l’illuminazione, nonché cibo e farmaci per quegli animali non coperti dalla quota comunale».

Ovviamente, in tempi di crisi, non è solo il denaro a scarseggiare ma anche alcuni generi di prima necessità. Infatti, «se abbiamo scorte di cibo per cani per poco meno di un mesetto, ciò che ci manca sono le coperte per far riposare i cani in ambienti sempre più caldi ed accoglienti – dice Negrini, che continua affermando che – le maggiori difficoltà le riscontriamo per i gatti; inizia a mancare cibo umido ma soprattutto la sabbietta per le loro lettiere la quale in questi tempi è diventata davvero rara». Dunque, siamo vicini all’appello dei volontari dell’Enpa di Novara che domandano coperte, cibo umido e sabbietta da lettiere per i nostri amici pelosi. L’augurio di Marco Negrini è che tutto torni presto alla normalità dal momento che, prima finirà la quarantena e prima le persone potranno tornare in canile con la prospettiva di adottare i suoi ospiti che non aspettano altro che il calore umano di una famiglia, perciò noi, assieme all’Enpa, continuiamo a pregare le persone di stare a casa.

In conclusione, abbiamo chiesto a Marco Negrini perché sarebbe conveniente recarci in canile ad adottare un cane o un gatto anziani, o magari entrambi, rispetto ad un cucciolo? «Aiutare un individuo maggiormente bisognoso ci riempie il cuore di una gioia ancora più grande, come per le persone la medesima cosa vale per gli animali – spiega Negrini – inoltre, la gioia di ritornare in famiglia fa rinascere i cani ed i gatti più anziani, questi tornano a correre e sentirsi carichi di energia e sembra davvero che dimostrino un’età minore rispetto a quella anagrafica». In canile infatti tutti i cani sono trattati splendidamente dai volontari ma ciò che manca è l’affetto univoco di una famiglia, perché il rifugio funziona come una famiglia allargata ma quello che davvero manca è il rapporto univoco cane-amico umano. Perciò, non solo non dobbiamo abbandonarli ma andiamo ad adottarli al fine di donare loro una seconda vita in nostra compagnia; i cani ed i gatti di via del Gazzurlo non aspettano altro che te.

Vito Nardulli

Marco Negrini al lavoro

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