Lettera di Luigi Cogotti in Redazione: “le Poste mi devono spiegazioni”

Mi chiamo Luigi Cogotti, gattinarese, padre di una bambina di 8 mesi. Ho lavorato come postino a Gattinara da ottobre 2018 a maggio 2019, un lavoro che amavo e svolgevo volentieri. Una volta finito di lavorare, non ho più controllato l’accredito dei buoni pasto di aprile e maggio forniti, ai dipendenti delle Poste, in modo automatico tramite l’accredito su di una Postepay.

Dopo circa 3/4 mesi ricevo una chiamata da un impiegata della Ram di Novara ricordandomi di riscattare 41 buoni pasto, relativi ai mesi di aprile e maggio. Esattamente il 15 febbraio 2020, un sabato mattina, mi reco alla sede delle Poste di Romagnano Sesia per ritirare una raccomandata; aprendo la busta, però, ho subito potuto constatare che all’interno si trovavano soltanto 21 buoni pasto dal valore di 100 euro e non 41, come mi spettavano e come mi era stato confermato precedentemente dalla telefonata dell’impiegata. In quel momento ero in compagnia di un amico, cui avevo spiegato la situazione e sotto anche suo consiglio, ho deciso di rientrare nella sede per chiedere informazioni a riguardo. Rientrato nella sede, ho chiesto spiegazioni, ma nessuno è riuscito a darmi una risposta. Il lunedì mattina seguente, 17 febbraio 2020, ho richiamato la RAM di Novara, con l’intento di informarli riguardo lo sbaglio da loro commesso, chiedendo dell’impiegata che si occupa del conteggio dei buoni pasto, la stessa che mi aveva contattato telefonicamente per ricordarmi che avevo 41 buoni pasto in sospeso. Una volta raggiunta telefonicamente, si mette subito nella difensiva, non ammettendo un possibile sbaglio, affermando anzi che un errore del genere non era mai capitato e che anche nel caso avessero veramente sbagliato, non avrebbero potuto fare più nulla, siccome i buoni pasto non erano nominativi. Si trattava della mia parola contro la sua.

Lo stesso lunedì, arrabbiato, decido di contattare anche una sindacalista delle Poste per spiegarle l’accaduto, conversazione di cui posseggo ancora i messaggi su WathsApp. Nel frattempo sono passati altri tre mesi e non ha risolto nulla. A questo punto, a fine maggio 2020, ho provato a chiedere alla responsabile delle risorse umane della RAM di Novara e ad altri responsabili vari ma senza ottenere nulla.

Mi piacerebbe sottolineare il comportamento che i dipendenti amministrativi hanno tenuto nei miei confronti e probabilmente nei confronti di molte altre persone. Hanno fatto passare mesi senza darmi più notizie, sperando magari che la situazione finisse nel dimenticatoio. Non lavorano bene all’interno dell’amministrazione delle Poste Italiane, bisogna dirlo; nessuno vuole prendersi le proprie responsabilità.

Con questa lettera ai giornali chiedo una risposta da parte delle Poste stesse. Ci sono persone che sbagliano dalla RAM di Novara, la sede centrale delle Poste a Novara.

Chi ha sbagliato sono convinto debba assumersi le proprie colpe ed esigo il risarcimento dei buoni pasto non erogati. Buoni pasto che, peraltro, semplicemente mi spettano.

Luigi Cogotti