Luana e Renzo Dal Bello: «Sogniamo di avere un figlio»

Procreazione assistita: per Luana e Renzo, e per molte altre coppie, è la speranza di diventare genitori

Luana Rizza e Renzo Dal Bello sono una coppia felicemente sposata dal 2007 e come la maggior parte delle persone che si amano desiderano un figlio. “Quando ci siamo sposati abbiamo fin da subito cercato di avere un bambino ma purtroppo non arrivava”, ci racconta Luana. “All’inizio pensavamo che la causa di tutto ciò fosse lo stress: la nostra è sempre stata una vita molto frenetica, su è giù per l’Italia, il lavoro ci costringeva a trascorrere la maggior parte del nostro tempo fuori casa. Ma intanto gli anni passavano e tra un tentativo e l’altro abbiamo iniziato a fare i primi accertamenti per valutare lo stato di salute di entrambi. Non è stato facile individuare le cause che impedivano a me e a mio marito di diventare genitori, anche perché quando desideri un figlio e non arriva, ti scontri con una realtà fatta di tanti stereotipi e non sempre facili da superare. Spesso ci dicevano di stare tranquilli, che io e Renzo avremmo dovuto semplicemente rilassarci e concentrarci di più sulla coppia e un pò meno sul lavoro. Inoltre, quando sei molto giovane, come lo eravamo noi quando abbiamo iniziato a cercare un figlio, c’è il rischio che certe problematiche vengano prese un po’ sotto gamba. Anche i vari ginecologi ai quali ci siamo rivolti, infatti, se pur bravi, non davano troppo peso alle difficoltà che stavamo riscontrando; tendevano a rassicurarci piuttosto che approfondire con esami più specifici. Affidarsi a strutture e a medici esperti sul tema dell’ infertilità e della sterilità può aiutare a non perdere la speranza di diventare genitori. “Il tempo dunque passava, racconta Luana e sdrammatizzando come solo una donna forte sa fare, aggiunge: “abbiamo investito la maggior parte delle nostre risorse economiche viaggiando, con la speranza, ogni volta, di tornare a casa in tre come scherzosamente ci dicevano parenti e amici. “Abbiamo praticamente girato il mondo”, dice Renzo sorridendo.“Alla fine, dopo dieci anni trascorsi a programmare il nostro prossimo viaggio, a lottare contro l’endometriosi e ad altre patologie varie, siamo giunti alle nostre conclusioni: “alle mie ovaie, Luana afferma con una risata quasi liberatoria, non interessava nulla se io fossi stressata o meno, il problema era un altro e andava affrontato seriamente. Dunque, consapevoli che da li a poco per loro si sarebbe aperto uno scenario pieno di difficoltà, fatto di indagini, visite mediche, esami, ecc ecc, con l’amore ed il sorriso si sono avvicinati al mondo della pma: procreazione medicalmente assistita”. Il percorso di una donna che decide di affidarsi alla procreazione medicalmente assistita non è un percorso semplice. Per questo si dice che una mamma pma è mamma da sempre. Nell’art.15, comma 2 della Legge del 19 febbraio 2004, n.40, viene illustrato lo stato di attuazione della legge in materia di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), comunemente conosciuta come legge 40, nata con lo scopo di aiutare le coppie a raggiungere il proprio sogno di genitorialità. In quale centro vi siete rivolti?”Risponde Luana: “All’inizio siamo migrati in Lombardia, dove ci siamo trovati molto bene, ma poi ci siamo chiesti: in Piemonte non esistono centri specializzati che possono seguirci? E per nostra immensa gioia abbiamo scoperto che a pochi chilometri da casa esiste l’Ospedale San Rocco di Galliate, che rappresenta un’ eccellenza sul nostro territorio. Desideravamo un luogo che fosse famigliare e l’abbiamo trovato, dicono. Con il supporto dei medici ed in particolare della dott.ssa E.F. responsabile del reparto, Luana e Renzo hanno dedicato all’Ospedale il loro progetto intitolato: “Pecore e Cavoli Pma” che nasce con il nobile scopo di aiutare le coppie in difficoltà, supportandole psicologicamente e con piccoli gesti; come ad esempio quello di regalare ogni mese un kit farmacologico alle donne. Per sostenere economicamente il progetto è possibile acquistare le simpatiche “t-shirt” dedicate alla legge 40. Oggi giorno ci sono molti strumenti per dare ancora speranza a questi potenziali genitori, dunque è giusto parlarne, non farlo sarebbe come dire ad un malato di cancro che esiste la cura ma che non deve curarsi “Il nostro sogno più grande è quello di avere un figlio” evidenzia la coppia. E se non dovesse arrivare? Saremo comunque felici, perché abbiamo riacceso la speranza ad altre coppie, avvicinandoli al mondo della procreazione assistita.

Pamela Romanello