Disabilità e inclusione, ecco il progetto

Un progetto per migliorare l’autostima e le competenze dei ragazzi con disabilità, un modo per impegnarli in attività inclusive spendibili nel mercato del lavoro. Con questi obiettivi un team di professionisti composto da psicologi, pedagogisti ed educatori dell’Associazione Aemocon ha messo in campo un insieme di attività che vedono in prima linea questi ragazzi, anche a diretto contatto con il pubblico. È il caso del negozio “Il bottegaio nostrano” di via Tartini 14, a Milano, dove alimenti biologici e di alta qualità vengono venduti al dettaglio da giovani disabili, un normale punto vendita la cui prima vocazione, però, è quella di essere un laboratorio per lo sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale. Poco distante, nella via adiacente, c’è “La scuola delle autonomie”, un appartamento nel quale il disabile utilizza le responsabilità legate alla gestione di una casa e della propria quotidianità per imparare ad essere autonomo e soprattutto per desiderare di esserlo. Finalità che si sovrappone ad un altro progetto, quello della “casa condivisa”, un appartamento nel cuore di Milano in cui si sviluppa un percorso di convivenza tra persone con e senza disabilità. Alla base di queste iniziative c’è un solo principio: inquadrare queste persone con un preciso ruolo nella società riconoscendogli una loro originalità di pensiero insieme ad una possibilità di emancipazione e autodeterminazione. Il progetto è stato presentato dalla “Fondazione Condivivere”, dalla “Cooperativa Sì si può fare”, con il patrocino di Confad (Coordinamento nazionale famiglie con disabilità), all’assessore alle Politiche sociali della Regione Lombardia Alessandra Locatelli: “In questo progetto c’è l’inclusione vera – ha detto Locatelli – con tanto impegno e tanto cuore, frutto di un percorso studiato nel tempo, che vale la pena valorizzare e implementare. C’è sicuramente bisogno di fare di più, sono sicura che insieme potremo realizzare molte altre cose”. Emanuele Canta