Coppie alla prova della separazione armoniosa

Se proprio qualcuno deve mettere il dito tra moglie e marito, è opportuno sia l’avvocato Giorgio Carrara 

«Separo ma non rompo» è il promettente titolo del libro di cui è autore il milanese Giorgio Carrara, avvocato civilista appassionato di diritto di famiglia, insegnante di diritto e economia in un istituto superiore, padre separato.

Un avvocato che da più di vent’anni si occupa di separazioni e divorzi si potrebbe definire divorzista ma non è un titolo che fa per lui, tutt’altro. Carrara è forte di valori umani, culturali e professionali che hanno disegnato per lui un ruolo di moderazione del conflitto che affianchi i coniugi verso una separazione consensuale, dolce e assai meno traumatica di quella che nei fatti o nell’immaginario siamo abituati a conoscere.

Forse è stato ciò che ha respirato nella sua famiglia d’origine, forse la lezione della sua esperienza personale, forse un’innata e generosa sensibilità o forse tutto questo insieme: famoso per il suo accompagnamento delle coppie a una separazione pacifica e rispettosa, per Carrara “Separo ma non rompo” prima di un libro è ispirazione e missione quotidiana.

Purtroppo quando l’amore si sgretola o vacilla, dall’avvocato arrivano sentimenti di disprezzo, di rabbia, di tristezza, di paura, di smarrimento. Lui sceglie di non cavalcarli, di non acuire gli scontri, di ridurre le distanze e lenire la frattura. Lo fa con l’ascolto, innanzi tutto. Perché ascoltare significa accogliere e non giudicare. Lo fa perché sa che le separazioni possono essere vissute come strappi e lacerazioni oppure come cambiamenti, magari evoluzioni. Lo fa perché al centro mette i figli e la genitorialità, quindi la necessità che marito e moglie trovino un accordo per la serenità di tutti. Lo fa perché una “sana separazione”, come gli piace chiamarla, è davvero possibile.

«L’avvocato deve essere prima di tutto un cuore: un altruista, uno che sappia comprendere gli altri uomini e farli vivere in sé, assumere i loro dolori e sentire come sue le loro ambasce», Carrara cita un grande pensiero di Piero Calamandrei, il pensiero che ogni giorno cerca di onorare con i clienti.

Ma come fa un avvocato a dare supporto per tutte le fragilità, ad orientare nelle difficoltà, a comprendere il dolore e le sue derive? 

«Mi spingo con la consulenza giuridica, con il conforto dell’empatia e con i consigli fin dove posso. Ma naturalmente ho scelto di collaborare con un avvocato penalista, un coordinatore genitoriale, una psicoterapeuta e una psicologa giuridica, proprio per assicurare il supporto competente alle persone con problemi più profondi e complessi.» Lo dice con la sua vociona autorevole ma delicata, il sorriso largo di chi maneggia con cura parole e stati d’animo, l’entusiasmo di chi dedica ogni energia al servizio di ciò in cui crede.

Sì, Carrara crede davvero nelle coppie che invece di scoppiare con gran fragore e furibonde liti possono trovare la via di un’armonia sostenibile.

Nel suo libro cita anche Robin Williams: «Sono le persone più tristi a fare del loro meglio per rendere felici le altre persone. Perché sanno cosa significa stare male e non vogliono che nessun altro si senta in quel modo.» Una verità che Carrara incarna perché ha affrontato in prima persona un matrimonio felice e un epilogo da far diventare altrettanto felice.

«Sì, ho deciso di mettere a disposizione quello che ho vissuto e imparato ai clienti che vengono da me per separarsi.»

“Separo ma non rompo” è un capolavoro di semplicità e di intensità: si legge d’un fiato, offre risposte e direzioni, tratta con attenzione la sofferenza e illumina il futuro.

www.avvocatogiorgiocarrara.it

                                                                                                        Irene Spagnuolo