Parco Magni: il presunto molestatore è uno skater 11enne che voleva solo giocare

«Il Parco Magni di Borgosesia è un contesto assolutamente sicuro e presidiato, dove si possono tranquillamente portare i propri figli e nipoti a giocare senza alcun timore»: il messaggio, forte e chiaro, arriva da Eleonora Guida, Assessore del Comune di Borgosesia con delega al Parco, che intende rassicurare i borgosesiani dopo un episodio che nei giorni scorsi aveva allarmato la popolazione ed anche il Comune.

La preoccupazione è scaturita dal post di una mamma, che nei giorni scorsi metteva in guardia genitori e nonni della città:Fate attenzione quando siete al Parco…- scriveva la donna – gira un ragazzino con uno skateboard che con la scusa di insegnare alle bambine ad usarlo, chiede loro di andare «in posti dove nessuno ci può vedere». Non perdete i vostri figli di vista”.

Una segnalazione che ha allarmato anche l’Assessore Guida, che subito si è attivata per comprendere cosa fosse successo: «Ho invitato in Comune la segnalatrice, gli assistenti sociali, i gestori del parco ed il Comandante della Polizia Municipale – spiega Eleonora Guida – per valutare tutti gli aspetti della vicenda e prendere eventualmente contromisure. L’incontro ha fatto emergere una realtà diversa da quella che si era profilata inizialmente: a mente fredda, la mamma ha valutato gli eventi in altro modo, dicendo di aver ingigantito l’episodio, che in realtà non aveva la connotazione che poteva apparire dal post».

Ma cosa è successo?

Due bambine di circa 10 anni che giocavano sono state invitate da un ragazzino coetaneo a spostarsi in un’area meno frequentata dai passanti per poter provare lo skateboard, un invito probabilmente frainteso dalle ragazzine e conseguentemente anche dalle mamme: «La signora, durante il colloquio, ha valutato di essersi preoccupata più del dovuto – dice ancora l’Assessore Guida – il suo atteggiamento è del tutto comprensibile, visti tanti fatti che accadono nel mondo e ci vengono quotidianamente raccontati dalle cronache, ma voglio assolutamente tranquillizzare tutti: il ragazzino è stato identificato dagli assistenti sociali, che si preoccuperanno di spiegargli che occorre ponderare bene le proprie azioni, perché certi atteggiamenti possono essere mal interpretati e generare situazioni complicate come quella che si è venuta a creare».

La vicenda si conclude dunque in modo positivo, e l’Assessore Eleonora Guida ribadisce che il Parco Magni è un’area assolutamente sicura: «Come abbiamo concordato con i gestori, il Parco è controllato per tutto l’arco della giornata ed i bambini, ovviamente sempre accompagnati da genitori o nonni, non corrono rischi – spiega – abbiamo predisposto la presenza di un custode, ci sono telecamere agli ingressi e non esistono “zone d’ombra” perché, proprio in virtù della fruizione sicura da parte dei bambini, sono stati eliminati arbusti e cespugli che potessero celare la vista: andateci dunque in tutta tranquillità!».

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