Pompeo Preti, 96 anni e tanti ricordi

Pompeo Preti, Pio per gli amici, è conosciutissimo a Varallo, perché è Presidente del Movimento Culturale Terza Età, nato nel 1990 da un’idea dell’attivissimo Don Ercole Scolari, ma soprattutto perché è cordiale con tutti coloro che incontra durante le sue quotidiane passeggiate. Pio, al quale è stata ancora una volta rinnovata la patente, mercoledì 24 giugno compirà novantasei anni e festeggerà con gli amici al Ristorante Il Tiglio. E’ una persona amabilissima che ama raccontare, godendo di una memoria saldissima e anche di una notevole ironia e autoironia, che lo salvano da nostalgiche réveries.

A Maggiora, il mio paese natale, al tempo della mia infanzia, vivevano ben undici generali, e il mio maestro, Narciso Bertapelle, ci invitava a salutarli, qualora li incontrassimo, perché, ci diceva, che avevano salvato l’Italia. Ricordo il Generale di Corpo d’Armata e comandante della Legione CC.RR. di Torino: Carlo Tirinanzi De Medici, che aveva un nonno ed un padre Generali. Quando tornava a Maggiora il Generale riceveva in rassegna tutti i comandanti delle stazioni dei Carabinieri dell’allora Provincia di Novara, che arrivavano a cavallo. Era uno spettacolo assistere a quel raduno di cinquanta ufficiali, che venivano presentati al Generale uno per uno dal Colonnello più anziano e poi invitati al ricevimento in cortile con i dolci di Maggiora e soprattutto il rinomato vino. In occasione di una vendemmia il Generale volle venire in vigna ed io fui da lui condotto per mano: una grande emozione, peccato che allora non usassero le fotografie, ma quel giorno è immortalato nel mio cuore, nonostante siano passato molti decenni”.

Pio vive a Varallo dal 1 febbraio 1950: è venuto in Valsesia come dirigente della Dinamo ed “elettrificò” la valle da Scopello in su, avendo stipulato i contratti e curato l’elettrificazione che prima si fermava alle funivie. Durante la guerra la Dinamo trasferì gli uffici e la grande biblioteca a Borgomanero e Pio, avendovi accesso, portava in prestito al Generale di Fanteria Carlo Salvaneschi molti romanzi: “Era di carattere taciturno, amava leggere e dipingere ed ebbe anche casa a Campertogno, Villa Fusinet. Alla sua morte la figlia regalò tutti gli oggetti raccolti dal padre al Comune di Novara, dove nella casa di famiglia del genero, Franz Rognoni, è stato collocato un Museo aperto al pubblico”.

Il bisnonno di Pio era il barbiere personale del re Vittorio Emanuele II: “Mi raccontava che passava delle ore a raddrizzare i famosi baffi del re e ne era diventato il confidente e il traduttore, quando il re si recava a Roma o a Napoli, parlando solo piemontese. Sua figlia, Maddalena Vallana, mia nonna, mise al mondo sette figli, sei femmine e un unico maschio, mio padre Giovanni, quando partoriva andava in casa reale per allattare i pargoli. Mia mamma, Angela Terrini, si scontrò con la nonna un’unica volta: fu a proposito del mio nome, infatti la nonna volle che mi fosse dato il nome di suo marito, perché ero l’ultimo dei Preti. Quando, qualche anno fa, venne a Varallo Emanuele Filiberto, gli parlai e gli dissi che mi sarebbe piaciuto sapere chi erano i bambini di Casa Reale allattati da mia nonna: fu molto gentile e mi disse di cercarlo a Torino, mi avrebbe fatto consultare l’archivio di famiglia”.

L’8 ottobre 1953 Pio si sposò con Maria Rabaini ed ebbero due figli: Francesco, ingegnere, che vive e lavora a Torino e Gianna, docente di matematica, che insegna a Rodano, è già bisnonno, perché il nipote Alberto è padre di una bimba, Maddalena, Maddy. La lunga vita di quest’uomo vigoroso ed ottimista non è trascorsa tutta serena e tranquilla: qualche anno fa perse l’amata moglie, ma soprattutto l’anno scorso è morto in montagna suo nipote Paolo, che era medico e l’aveva aiutato a rimettersi in piedi dopo un lungo periodo di malattia che l’aveva reso infermo.

E’ bello ascoltare anziani così vivaci e ancora curiosi della vita, vere e proprie “biblioteche viventi”, che sono ancora in grado di ricordare con freschezza avvenimenti che risalgono ad oltre un secolo fa. In biblioteca a Varallo conserviamo una copia del volume: Maggiora e i Maggioresi. Storia di un paese attraverso la sua gente, edito dalla Scuola Serale di Disegno Arch. Alessandro Antonelli e dal Comune di Maggiora, che presentai in Biblioteca a Maggiora nel 2012, dove si possono ritrovare tante notizie su questo paese estremamente salubre come clima, dove il nostro Pio ebbe i natali, ma lui è insostituibile e gli auguro lunghi anni, circondato dall’affetto dei suoi famigliari e di tutti coloro che lo stimano.

Piera Mazzone

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