Marco Zacchera ha presentato i dati su integrazione e immigrazione in Italia e in Europa, lamentando l’assenza di una vera politica comunitaria estera e portando alla luce diverse problematiche africane che hanno effetto sui flussi migratori. 

Tutti i dati sono contenuti all’interno de “Integrazione (IM)possibile? Quello che non ci dicono su Africa, Islam ed immigrazione”, il libro che l’autore Marco Zacchera – già Sindaco di Verbania, ex Deputato e promotore del progetto di solidarietà “Verbania Center” – ha illustrato durante l’incontro organizzato dal Rotary club Orta San Giulio, martedì 12 all’interno del Ristorante Pinocchio di Borgomanero. 

L’intervento è stato introdotto dalla presidente Engarda Giordani, che, in riferimento al libro, ha parlato di “tema scomodo”. 

“Sul tema immigrazione e integrazione c’è molta superficialità – ha esordito Zacchera – Da una parte c’è del razzismo ma dall’altra si nota un eccessivo buonismo. É un problema che va affrontato a livello continentale. Basti pensare che ogni giorno al mondo ci sono 225 mila persone in più e che ci sono zone dove i giovani sono molti di più degli anziani.  L’Europa deve gestire il problema intervenendo in Africa: lì servono delle riforme e bisognerebbe aiutare, in termini di partnership, i singoli Paesi. 

Per gestire il fenomeno migratorio bisogna stabilire a monte chi può arrivare e lo si deve decidere in base alla facilità di integrazione. Perché, ad esempio non viene organizzato un flusso di persone che arrivano dalla Nigeria in aereo anziché sul barcone e prima avendo fatto un periodo di accompagnamento in qualche congregazione episcopale? Potrebbe essere un modo per gestire il fenomeno. 

In Sudafrica,  la Cina sta comprando tutto. Perché nessuno fa niente? La corruzione è il vero dramma dell’Africa. Nella conferenza Onu i 53 voti africani sono praticamente tutti controllati da Pechino. In Eritrea non esiste una carta costituzionale, non esiste il Parlamento. Perché gli eritrei dovrebbero restare lì? Molti vengono in Italia perché i nonni erano italiani.. Ci siamo dimenticati la storia? – ha proseguito l’autore – Noi stiamo giocando con la vita della gente scatenando molto odio.

In Italia abbiamo 55 mila detenuti. Di questi 50 sono Filippini. Quindi l’indice di criminalità dei filippini è molto basso.  

Il mantenimento di una persona in un centro d’accoglienza costa 1.500,00 Euro al mese. Se facessimo ritornare queste persone nei loro Paesi, dandogli 10 anni di pensione sociale, avremmo risparmiato un sacco di soldi.

L’aiuto è necessario ma va organizzato bene, infatti, ad esempio, la missione Onu in Libia su 100 dollari, spende 80 dollari per spese organizzative e 20 dollari per spese umanitarie. 

Il problema vero si pone per le future generazioni perché noi non abbiamo i numeri per sopravvivere, infatti nel 2018, 107 mila ragazzi diplomati o laureati hanno lasciato l’Italia”. 

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