UNCEM: il paese deve avere una politica forestale, strategie e investimenti. In italia una tra le migliori leggi in Europa

“A un anno dalla tempesta Vaia sappiamo che quei disastri non sono occasionali. Potranno ripetersi, a causa di cambiamenti climatici che dobbiamo contrastare. Con la prevenzione in primo luogo, che per le foreste significa avere una politica forestale moderna da troppo tempo inattuata negli 11 milioni di boschi del Paese, il 33 per cento della superficie dell’Italia. Boschi che crescono troppo e che oggi, inutilizzati in gran parte della loro ricrescita annua, sono più improduttivi del deserto. Le aree aride hanno più valore dei nostri boschi. Invece in Italia, per troppi anni non abbiamo avuto una visione. Solo lo scorso anno è stata approvata in Parlamento la legge forestale italiana, tra le più moderne d’Europa. Che va attuata con tutti gli Enti locali e i soggetti istituzionali come Ordine degli Agronomi e forestali, Pefc ed Fsc, Ipla e Società italiana di selvicoltura, Federlegno Arredo, Associazioni di categoria, Crea, Compagnia delle Foreste, imprese oltre che Università, con le quali stiamo lavorando per i decreti attuativi guidati dalla Direzione foreste del Mipaaf. La Ministra Bellanova ha già incoraggiato più volte questo lavoro. Vaia un anno dopo impone all’Italia una politica forestale, una gestione moderna ed evoluta del ceduo, la certificazione delle nostre foreste, dei materiali estratti, delle intere filiere. Vaia impone che il Codice forestale sia attuato e anche che si attui la Strategia per il verde pubblico urbano. Lì ha senso piantare alberi affidandosi, come abbiamo fatto e chiesto, a chi lo sa fare. In molte aree montane, piantare nuovi alberi senza uno scientifico controllo, può rappresentare un danno. In molte aree degli schianti di Vaia, può avere invece senso ricostruire del prato-pascolo, al posto di boschi, visto che il primo in tre anni assorbe Co2 più che un bosco di nuovo impianto. Gestire quanto abbiamo è il primo passo. 11 milioni di ettari di foreste. Alpi e Appennino. Una moderna politica forestale, usiamo gli strumenti dei fondi europei, l’impegno dei pianificatori, la capacità degli Enti locali di innovare e fare progetti smart e green per usare bene il legno che estraiamo. La gestione attiva potrà prevenire dissesto e anche schianti. Il bosco gestito è l’antidoto a incendi e devastazioni alle quali troppo spesso abbiamo dovuto far fronte negli ultimi anni. Un bosco gestito esprime importanti servizi ecosistemici-ambientali che devono essere riconosciuti, valorizzati, remunerati anche con la spesa pubblica, quale vantaggio per le collettività e di tutto il Paese”.

Così Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani.

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