BORGOSESIA: IGEA un successo la serata sui DISTURBI DEL SONNO

Sabato 20 ottobre presso l’affollatissimo Auditorium della scuola media di Borgosesia, messo a disposizione dalla Dirigente Scolastica Raffaella Paganotti, la conferenza dedicata a:I disturbi del sonno, organizzata da IGEA Prevenzione, Salute, Vita, grazie alle capacità dialettiche e alle conoscenze scientifiche del relatore Franco Coppo, Direttore S.C. Neurologia ASL VC, è fluita come un affascinante viaggio nel tempo, dall’antichità al presente, con tutti i problemi legati all’insonnia, della quale sono state analizzate le principali cause e proposti dei rimedi di tipo comportamentale, psicologico e farmacologico, che ha coinvolto il numeroso pubblico.

Dopo il saluto del Sindaco Paolo Tiramani, di Lino Roncali, presidente della sede locale dell’Ipercoop, Maria Di Biase Marcon, Presidente di Igea ha ringraziato le sue collaboratrici, il Dottor Canova e tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione della serata. Il Professor Coppo si è detto felice di poter intervenire in un’area del territorio che già in altre occasioni si era dimostrata molto sensibile alle problematiche legate al sonno ed utilizzando delle immagini ha ripercorso la storia del sonno che accompagna l’evoluzione dell’uomo. Il sonno era qualcosa di misterioso ed inquietante: un abbandono molto simile alla morte in cui veniva a mancare il controllo dell’esistere. Ogni civiltà ha avuto un dio del sonno al quale far riferimento: quello dei Babilonesi si chiamava Nanna, mentre Morfeo era il dio dei sogni ed aveva due figli, uno che portava bei sogni, l’altro latore di incubi, mentre per i Latini Mercurio, dio della notte,con il suo caduceo induceva il sonno: “Non a caso Mercurio era anche il dio dei ladri che agiscono con il favore delle tenebre”.

Tutti dormono: il sonno è fondamentale per qualunque unità vivente, in particolare per i mammiferi. L’uomo dorme in media sette ore per notte e quindi in una vita media di 70 – 75 anni si dorme per vent’anni. Il relatore provocatoriamente si è chiesto se sia tempo sprecato o conditio sine qua non per diventare anziani: Il sonno normalmente arriva dopo dieci minuti o al massimo tre quarti d’ora: il non aver preso sonno dopo un’ora è un’insonnia di esordio. Il sonno ha varie fasi caratterizzate da sogni: nei sogni non REM portiamo tutte le gioie, le ansie, le insicurezze con strutture spazio temporali conservate e facilmente decodificabili, invece il sonno REM abita la seconda parte della notte ed è altamente destrutturato e di difficile interpretazione”.

Il relatore ha poi parlato dell’”Orologio biologico circadiano: Jeffrey C Hall, Michael Rosbash e Michael W Young, i vincitori del premio Nobel 2017 per la fisiologia e medicina, si sono guadagnati il prestigioso riconoscimento per aver fatto luce sui meccanismi che controllano i ritmi circadiani, per aver svelato come piante e animali, esseri umani compresi – ma anche organismi unicellulari – si adattino al ritmo giorno/notte scandito dal continuo roteare della Terra, nell’alternare la notte al dì: “Dell’esistenza di un ticchettio interno abbiamo fatto in molti esperienza sperimentando il jet lag, la spiacevole sensazione di sentirci sfasati rispetto all’ambiente esterno che capita di provare volando verse mete lontane, ma che esistesse qualcosa internamente capace di memorizzare lo scorrere del tempo, tenendone traccia e sincronizzando i meccanismi fisiologici degli esseri viventi alle varie fasi della giornata, è un’idea antica, ma solo negli anni Settanta cominciarono ad essere svelate anche le basi biologiche di questo orologio fino ad allora invisibile, perché fu isolato un gene e poi a svelare in che modo funzionasse questo orologio interno. Uno degli esempi più classici di come questo orologio interno aiuti a regolare la nostra fisiologia e i nostri comportamenti è forse quello dell’alternarsi del giorno e della notte associato alla nostra abitudine di star svegli durante il dì e di dormire nelle ore buie. Un’abitudine dovuta anche alla melatonina: la diminuzione della luce fa aumentare la produzione di questo ormone che promuove il sonno, mentre con l’aumento della luce la sua produzione e i suoi effetti diminuiscono. Un meccanismo che può essere influenzato anche dai ritmi e dagli stili di vita. Alcune ricerche suggeriscono che lo sfasamento tra stili di vita e orologio interno sia associato a problemi di salute, considerato come questo ticchettio interno contribuisca a regolare non solo il sonno, ma anche come e quando mangiamo, la nostra temperatura, il rilascio di ormoni e la pressione sanguigna. Durante il sonno avvengono le fasi della memorizzazione, si fa in modo che il ricordo diventi stabile. L’insonnia è causata da un sonno insufficiente, disturbato, poco ristoratore che ha come conseguenza l’inadeguatezza a mantenere le comuni attività quotidiane.

Il prof. Lugaresi è stato uno dei pionieri che hanno gettato le basi possenti della Medicina del Sonno nel mondo ed il suo nome è legato alla scoperta e caratterizzazione di numerose condizioni cliniche che oggi, per noi, sono concetti acquisiti e consolidati, ma che hanno richiesto anni di duro e serio lavoro. Tra queste condizioni Coppo ha ricordato le apnee ipniche, la distonia parossistica notturna (epilessia notturna del lobo frontale), l’insonnia fatale familiare, i movimenti periodici degli arti. Il prof. Lugaresi introdusse l’uso della polisonnografia vera e propria, che comprendeva la registrazione di una grande gamma di segnali biologici, capace di fornirne una visione completa e precisa.

Coppo ha ricordato che: “Ognuno di noi ha dunque un orologio biologico che detta i ritmi della propria vita: si chiama ritmo circadiano ed è tarato su circa 24 ore e 11 minuti (circa diem, più o meno un giorno in latino). È da questo che dipende quando abbiamo sonno. Il motivo per cui questo ritmo circadiano è così importante è che da esso dipende la maggior parte delle variazioni del nostro corpo, come per esempio la pressione sanguigna, la temperatura del corpo, il sistema immunitario, gli ormoni, l’appetito, la sete, l’eccitazione, e ovviamente i cicli del sonno. Quando la luce inizia a venire meno, il nostro cervello avvia la produzione di melatonina: se questo non avviene mai, non ci viene mai sonno. E siccome senza dormire il nostro cervello fonde, prima o poi crolliamo. Motivo per cui TV, cellulari, tablet, in camera da letto non ci dovrebbero mai essere”.

Il relatore ha messo in guardia contro il sonno insufficiente: La tecnologia oggi fa in modo che siamo attivi in orari in cui non dovremmo esserlo: per lavoro, per interessi personali, o per coltivare relazioni sociali. Questo porta il quaranta per cento degli europei ad essere costantemente in debito di due o più ore di sonno. Il che alla lunga compromette il nostro stato di salute, generando fatica cronica, problemi di digestione e incremento di peso. Secondo la World Health Organization, questa condizione aumenta anche il rischio di insorgenza di cancro. Il cronobiologo TillRoenneberg ha definito la cronica privazione di sonno social jet lag. Stravolgere il proprio ritmo circadiano, per esempio dormendo di meno durante la settimana e recuperando nel week end, ha su di noi lo stesso effetto del jet lag.

Nella seconda parte della serata Coppo ha parlato di farmaci per l’insonnia e di psicoterapia comportamentale, accennando anche agli ipnotici naturali e rispondendo alle numerose domande del pubblico, spesso scaturite da storie personali, in cui l’insonnia è una compagna tristemente abituale.

Al termine della serata, organizzata in collaborazione con Ipercoop di Borgosesia, è stato offerto un rinfresco.

Piera Mazzone

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