“Di…vino amore” i vini delle nostre colline

La “mission” dell’Antica Cunsurtarija dal Tapulon è quella di valorizzare il territorio. In questa voce sono inseriti tutta una serie di argomenti che vanno dalla storia all’enogastronomia; dalla valorizzazione del dialetto alla tradizione. Così sabato 12 ottobre nel salone d’onore di Villa Marazza, la manifestazione “Di…vino amore” i vini delle nostre colline, dalle origini ai nostri giorni”  è stata un momento di “focus” sul territorio della Città e del borgomanerese. Il Presidente del sodalizo, Carlo Panizza, prima di introdurre i relatori ha voluto donare la pins della “Cunsurtarija” alla scrittrice argentina Maria Josefina  Cerutti, con origini chiaramente borgomaneresi. Panizza ha illustrato le finalità dell’Associazione, cedendo poi la parola allo storico Alfredo Papale. Con la consueta meticolosità, lo studioso ha illustrato la “mappa” dei vigneti sino al 1970: nella zona esistevano ben 500 ettari per la produzione di vino “per consumo famigliare e di qualità discreta”. Papale ha poi tracciato la storia di otto secoli , citando tutta una serie di documenti relativi ai proprietari, affittuari dei vari terreni, concludendo con l’elenco dei punti di vendita (nel tempo passato) in città e sottolineando che “il vino è l’elemento costitutivo del tapulone”. Carlo Zanetta, insegnante e sommelier per passione ha mappato le aziende produttrici borgomaneresi illustrando poi le zone adibite a questo scopo. Al termine lo chef Andrea Cane ha preparato, per tutti i presenti, polenta e tapulone. Non poteva essere diversamente con la Cunsurtarija promotrice.

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