Perché diventare donatore e volontario Avis? Lo hanno domandato due giovani avisini agli studenti del Fermi. Non interrogandoli come un insegnate fa con i suoi alunni, ma rispondendo ai tanti quesiti posti, utilizzando un registro colloquiale e interattivo, non per questo meno importante, rispetto al grande messaggio di solidarietà che c’è dietro. 

Tradizionale appuntamento, lunedì 13 maggio, del Gruppo Giovani Avis all’Istituto Fermi di Arona per una lezione sul valore del volontariato e della solidarietà, e in particolare, sul tema della donazione del sangue, con le classe quarti del liceo scientifico e classico. Un’età che può diventare alleata per fare qualcosa di positivo, soprattutto per gli altri. Letizia Marcassa e Marco Del Re sono gli esempi “diversi” ma complementari di come far parte della famiglia Avis dia colore alla propria vita e a quella del prossimo. «Non doniamo il sangue entrambi» hanno raccontato. Letizia è diventata donatrice 10 anni fa, mentre Marco dona tempo al volontariato facendo parte attivamente dell’associazione nel Gruppo Giovani sempre alla ricerca nuove forze. «Il mio dono non è meno importante, è solo diverso. Per questo anche chi non può donare può entrare a far parte dell’Avis Arona partecipando attivamente all’organizzazione di eventi e manifestazioni aiutandoci nella sensibilizzazione» ha sottolineato il vice presidente del Gruppo Giovani Marco Del Re. Ma il primo gesto che fa la differenza è rappresentato dalla donazione del sangue: «Il sangue non basta mai, soprattutto in questo periodo storico nel quale tra i numerosi viaggi per svago e lavoro si è sempre più allungato il periodo di sospensione tra una donazione e l’altra. In Italia e nel mondo il sangue manca. Ognuno può salvare una vita, la vostra e quella degli altri. Se manca il sangue abbiamo perso una vita per questo c’è bisogno di tutti voi» il messaggio lanciato alla nuove generazioni per farsi conoscere e raggiungere un maggiore numero di persone, informate e consapevoli. Molti i ragazzi che hanno riposto alla chiamata compilando una preiscrizione, il modulo anticamera dell’atto vero e proprio una volta passate le analisi di idoneità alla donazione. «Quando doni ti senti importante, è un gesto che salva una vita». Un atto di solidarietà verso la collettività e un modo per rimanere sempre monitorati. «La disponibilità di sangue è un patrimonio collettivo di altruismo da cui ognuno può attingere nei momenti di bisogno» i messaggi lanciati dalla delegazione Avis junior. E’ quanto hanno cercato di raccontare i rappresentati del Gruppo Giovani Avis a “tu per tu” con gli studenti, distribuendo prima un questionario e poi chiacchierando con loro e illustrando le buone abitudini del donatore e le motivazioni che stanno dietro alla decisione di donare. «Siamo dei volontari come potreste diventare voi per fare la differenza. Noi lo stiamo facendo unitevi a noi, non c’è cosa più bella».