SIAI-MARCHETTI SF-260 “LA FERRARI DEI CIELI”

Disegnato dall’ingegner Stelio Frati e chiamato “La Ferrari dei Cieli”, il monomotore SF-260 è stato ed è uno dei grandi successi dell’industria aeronautica italiana nell’ultimo dopoguerra.

Successore dell’F.8 Falco, l’aereo risale agli Anni Sessanta ma continua ancora oggi in una vita più che longeva.   

Dopo essere infatti stato impiegato, come aeroplano per l’addestramento basico o iniziale dei piloti, da innumerevoli Forze Aeree, l’Aeronautica Militare Italiana presso il 70mo Stormo sull’aeroporto di Latina in primo luogo, nonché in alcune Scuole di Volo inclusa quella dell’Alitalia.

In passato operativa ad Alghero in Sardegna, il 260 è attualmente in linea presso la pattuglia acrobatica nazionale del Belgio, i RED DEVILS, ma vola anche con ruoli bellici in una lunga lista di nazioni soprattutto africane, dal Burkina Faso al Burundi come dalla Mauritania allo Zambia.

L’agile quanto, a detta di molti piloti, “nervoso” 260 è egualmente presente in Centro e Sud America (in Messico ed in Venezuela ad esempio) come in Estremo Oriente incluso il Brunei e le Filippine mentre più di un esemplare è attivo nei cieli degli Stati Uniti d’America dove, tra l’altro, una società lo utilizza per voli turistici.

Nel tempo molto è stato scritto, in varie lingue, su questo aeroplano sino alla più recente quanto completa monografia in italiano , corredata da un ricco contenuto fotografico , non di rado inedito, e pubblicata dall’editore lombardo Luckyplane Books.

E’ un volume che annovera quasi cinquanta testimonianze di quanti, piloti non meno che tecnici e ingegneri, hanno vissuto in prima persona questo immortale, o quasi, aereo costruito a due passi da Arona.

Massimo Dominelli

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