Ferrari Drogo, rinasce un mito degli anni Sessanta

Ivan Drogo ha realizzato un nuovo pezzo unico di Ferrari Breadvan del 1962 con un’operazione ‘da bottegaio’

Il marchio automobilistico ‘Ferrari’ è sinonimo di leggenda. Il mito della ‘Rossa’ non è mai passato di moda: tutto ciò che gira intorno al mondo delle auto del Cavallino assorbe il suo colore e riesce ad illuminare di nuovo anche quello del passato che rischia di sbiadire.

L’imprenditore Ivan Drogo Inglese ha riportato sotto i riflettori un mito degli anni Sessanta: la Ferrari 250 GT Drogo, conosciuta anche come Ferrari Breadvan, un’autovettura gran turismo coupé del 1962. Non un modello a caso, ma proprio quel pezzo unico progettato e costruito da suo zio Pietro, pilota e costruttore d’auto, che ha dato il via alla storia di questa esclusiva Ferrari.

Ha infatti deciso di far realizzare un nuovo pezzo unico di questa leggendaria auto attraverso un’operazione che lo stesso definisce ‘da bottegaio’, ossia con quella voglia che caratterizza chi ha un piccolo negozio: cercare di valorizzare un prodotto già a disposizione, di venderlo rendendo felice l’acquirente e di ottenere un riscontro economico favorevole dall’operazione. 

“Mio zio Pietro – racconta – era un appassionato di motori. Era una persona fuori dagli schemi, che spendeva parecchio per il mondo dei motori. Amava le competizioni e tutto ciò che aveva a che fare con le auto di valore. A Modena, lungo la sua strada, ha incontrato un altro personaggio decisamente particolare e appassionato di motori e competizioni quanto lui, Giovanni Volpi, un ricco rampollo che aveva fondato la scuderia Serenissima. All’inizio degli anni Sessanta hanno fondato insieme la Carrozzeria Sports Cars, anche nota come Carrozzeria Drogo, dove è stata proprio progettata e costruita la Ferrari 250 GT Drogo, anche conosciuta come Ferrari Breadvan. Il suo soprannome Breadvan, ovvero ‘furgone per il pane’, è dovuto al suo posteriore che ricorda quello di un piccolo furgone. Era stata costruita per le competizioni”.

Pietro Drogo si concentrò così nel mondo delle fuoriserie, carrozzate dagli stilisti dell’epoca come lui.  Alcune vetture realizzate in quegli spazi oggi fanno parte di importanti collezioni in giro per il mondo. La più significativa è stata però la Ferrari Breadvan, che oggi vale fra i 3 e 5 milioni di euro ed è di proprietà di un collezionista un tedesco.

La creatività e la passione per i motori di Pietro Dogo si sono però dovute fermare nel 1973, quando, a soli 46 anni, perse la vita in un incidente stradale nei pressi di Bologna. Si trovava alla guida della sua Ferrari 250 GT California quando andò a schiantarsi contro un camion in una galleria.

“Io ho ereditato l’azienda – continua – ma avevo altre attività professionali impegnative e non potevo dedicarle l’attenzione che meritava. Ho ottenuto il marchio e quest’anno sono riuscito a completare un’operazione che avevo in mente da un po’: volevo rifare la stessa auto, attualizzandola. Ho perciò trovato uno stilista design olandese, ho trovato committente, e ho dato il via al progetto della ‘Ferrari Breadvan omage’. Ho quindi comprato una Ferrari 550 Maranello del 2002, un pezzo particolare, perché è l’ultima Ferrari a montare un 12 cilindri da 5500 cc. Ora è un’opera architettonica motoristica, che tra qualche anno varrà qualche milione di euro. Un’operazione profittevole sia per me che per l’acquirente. La soddisfazione è soprattutto quella di essere riuscito a rievocare il marchio Drogo nel mondo automobilistico: un pezzo della storia dell’automotive degli anni Sessanta che torna”.

 Sabrina Maio

Ivan Drogo