I due “boati sonici” che hanno fatto tremare i cittadini del Nord Italia, giovedì 22, secondo quanto è stato riportato nel comunicato stampa prontamente diffuso dall’Aeronautica Militare, sono stati causati da “due caccia F-2000 Eurofighter che si sono alzati rapidamente in volo, dalla base aerea di Istrana (TV), sede del 51° Stormo, per intercettare un velivolo Boeing 777 dell’AirFrance, che aveva perso improvvisamente il contatto radio con l’agenzia italiana del traffico aereo”.

velivoli, superando la barriera del suono  -è stato illustrato- hanno provocato i due boati.  

Non è la prima volta che ciò accade, gli stessi due boati sono stati avvertiti ad esempio il 22 gennaio 2015, su Grosseto, Mantova ed in buona parte dell’Italia settentrionale, ed il comunicato stampa ufficiale dell’Aeronautica, analogamente, riportava il decollo da Grosseto di due caccia che avevano superato il muro del suono per intercettare un velivolo, proveniente dalla Turchia e diretto in Svizzera, che non era riuscito a mettersi in contatto con gli enti del controllo del traffico italiano per motivi tecnici.

Era così, anche in quel caso, scattato immediatamente lo “scramble“, ovvero il decollo dei caccia intercettori per identificare l’aereo sconosciuto.

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Operazioni di questa tipologia sono piuttosto frequenti; basti pensare che, sopra le nostre teste, viene garantita la sorveglianza e la difesa aerea oltre che del territorio italiano, anche dello spazio aereo di Paesi limitrofi, come la Slovenia e l’Albania, ma anche di Islanda, Lituania, Estonia e Lettonia.

Vi spieghiamo dunque come funziona la difesa aerea italiana.

La difesa aerea italiana passa per le sale operative di due centri nevralgici dell’Aeronautica militare, a Poggio Renatico in provincia di Ferrara e a Licola in provincia di Napoli, dov’è sorvegliato lo spazio aereo nazionale ventiquattr’ore al giorno per 365 giorni l’anno.

Il reparto Dami, acronimo di Difesa Aerea Missilistica Integrata, è nato il 15 marzo del 2017 dalla revisione del Comando operazioni aeree di Poggio Renatico.

Al nuovo reparto, da cui dipendono il neo-costituito 11° Gruppo Dami, ubicato sempre a Poggio Renatico, e il 22° Gruppo radar di Licola, sono state assegnate le delicate funzioni di coordinamento e supervisione delle due unità operative italiane integrate nel sistema di difesa aerea nazionale e della rete Nato.

La difesa aerea è gestita direttamente dalle due sale operative attraverso una rete radar e radio che copre, formando un ombrello protettivo, tutto il territorio nazionale.

Dalle sale operative dei due gruppi, meglio noti con i loro nominativi storici di “Pioppo” (Poggio Renatico) e “Barca” (Licola), i controllori della difesa sorvegliano lo spazio aereo nazionale avvistando e identificando tutto il traffico aereo, sia esso civile che militare.

Da queste stesse sale operative viene rilanciato l’ordine di decollo immediato ai caccia Eurofighter, “scramble” in gergo tecnico, per l’intercettazione di eventuali velivoli sospetti presenti nello spazio aereo italiano.

Come è avvenuto anche il 14 luglio 2017, quando due coppie di Eurofighter, guidate dalla sala operativa Dami, si sono alzate in volo da Gioia del Colle e Grosseto per intercettare due velivoli civili che avevano perso il contatto radio con il traffico aereo.

Il sistema ha occhi e orecchie in volo e in mare, integrandosi con l’impiego dei velivoli Awacs della Nato, dei sensori imbarcati sulle navi Ads e sul velivolo Gulfstream G550 Caew, il nuovo aereo da scoperta di cui si è dotata l’Aeronautica militare.

Il Dami di Poggio Renatico è stato, inoltre, il primo sito della difesa aerea ad impiegare il sistema Nato Air Command and Control System (ACCS) in operazioni reali.

Il reparto assicura il proprio supporto anche durante esercitazioni ed eventi di particolare risonanza, come summit internazionali e visite di capi di Stato.

Direttore Responsabile del giornale L’Opinionista. Contatti: direttore@lopinionistanews.it –
Tel. 0163 086688

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