Artigiani: si consolida l’ottimismo delle imprese ma con incertezza per l’elezioni politiche.

Giorgio Felici (Presidente Confartigianato Piemonte):
Per sostenere crescita e competitività,  ridare centralità al lavoro delle micro e piccole imprese.

Questi i dati più rilevanti: occupazione 9,04%, apprendisti 2,57%, produzione totale 13,30%, investimenti per ampliamenti 14,42%.

La prima indagine trimestrale congiunturale del 2018 di Confartigianato Imprese Piemonte è caratterizzata, complessivamente, dall’ottimismo che le imprese artigiane avevano già manifestato nei quattro sondaggi dell’anno scorso, pur con qualche incertezza causata dalle imminenti elezioni politiche.

Le previsioni riguardanti l’andamento occupazionale presentano un saldo ancora più positivo di quello dell’ultimo trimestre 2017: dal 7,60% al 9,04%. Le aziende intenzionate ad assumere apprendisti salgono dall’1,46% al 2,57%.

Si riconferma l’interesse potenziale degli artigiani a utilizzare il contratto d’apprendistato per accrescere il proprio organico, contribuendo alla costituzione di un ricambio generazionale che possa dare continuità alle piccole imprese ed alla creazione di aperture occupazionali per i giovani.

I primi dati rilevanti che si possono valutare sono in merito alle previsioni di produzione totale che  accresce la positività del saldo passando dal 12,51% al 13,30%. Il saldo dei nuovi ordini è positivo, ma vede una perdita dal 7,21% al 4,66%. Le stime di carnet ordini superiore a tre mesi si riducono dal 3,45% al 2,80%.

Il saldo dei nuovi ordini per esportazioni scende dal 3,54% allo 0,56%. Le aziende intenzionate ad effettuare investimenti per ampliamenti salgono dal 4,38% al 14,42%. Le stime di investimenti per sostituzioni scendono dal 30,50% al 27,43%. Coloro che non prevedono investimenti si riducono dal 43,02% al 37,50%.

Giorgio Felici, prosegue:

Le imprese artigiane dimostrano, con il loro impegno e la loro volontà di creare ricchezza reale ed occupazione vera, di essere  una delle componenti essenziali del tessuto produttivo italiano.
Tuttavia assistiamo al paradosso per cui l’insieme delle leggi è adatto allo 0,6% dei soggetti economici, mentre le piccole e medie imprese rappresentano il 99,4% della totalità.
Le Pmi sono destinatarie di  alcune leggi in deroga, come se fossero una minoranza molto piccola, mentre è il contrario. Chiediamo quindi che chi si candida alle imminenti elezioni tenga conto della necessità di ristabilire una corretta prospettiva.

Occorre un cambiamento radicale puntando sull’innovazione tecnologica, sulla diffusione della tecnologia digitale, sulla maggiore efficienza dell’amministrazione del Paese, sulla riduzione della burocrazia, sulla diminuzione della pressione fiscale e sull’accesso al credito delle Pmi.
Bisogna inoltre sostenere crescita e competitività, tutelando la produzione made in Italy di qualità e garantendo uno spazio riservato al lavoro delle micro e piccole imprese.
Infine – conclude Felici –  è necessario riformare l’attuale legge quadro sull’artigianato, ormai superata, e definire regole  chiare  sulla rappresentanza, per evitare che qualunque soggetto possa vantare di avere rappresentatività senza un’effettiva consistenza numerica di associati.

Ricordiamo che la prima indagine trimestrale 2018 è stata svolta dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte con l’utilizzo di un questionario telefonico a cui ha risposto un campione di oltre 2500 imprese artigiane piemontesi, selezionate a rotazione, nell’ambito di tutti i settori di produzione e servizi maggiormente rappresentativi.

Per qualsiasi informazione o inserzione scrivere a: redazione@lopinionistanews.it

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