Al centro della vicenda c’è Luca Riccardo, un sessantenne che lavorava all’interno della fabbrica da vent’anni.

A riportare i fatti, illustrando l’esordio della questione ed il suo esito, è Luca Bottaro, segretario generale territoriale di Vercelli, Novara, Biella e Verbania del sindacato Uila:

«Luca Riccardo, dipendente della Luigi Lavazza s.p.a. dello stabilimento di Gattinara, in data 14 marzo 2016 è stato licenziato per via di una contestazione disciplinare, ovvero la prima in 20 anni di lavoro, dove gli venivano attribuite una grave insubordinazione ed un abbandono del posto di lavoro.

Il lavoratore si è rivolto al nostro sindacato, che ha immediatamente attivato tutte le azioni atte alla tutela dei diritti del lavoratore stesso.

Il Giudice chiamato ad esprimersi nel merito della vicenda, all’esito del giudizio incardinato con il rito Fornero, ha disposto la reintegra del lavoratore nel posto di lavoro – prosegue Bottaro – Oggi siamo di fronte ad una situazione paradossale e abbiamo quindi deciso di renderla pubblica: nonostante l’ordinanza che è immediatamente esecutiva e nonostante che sia il sindacato che il lavoratore stesso rispettivamente in data 27 e 30 dicembre abbiano confermato la disponibilità all’immediata ripresa dell’attività lavorativa, l’azienda non ha comunicato nulla fino al giorno 29 gennaio quando, nella sostanza, ha dichiarato che non avrebbe dato esecuzione al provvedimento giudiziale, attendendo l’esito del giudizio di opposizione incardinato dall’azienda stessa.

Il lavoratore oggi si trova alla soglia dei sessant’anni, con la Naspi ormai finita, un mutuo da pagare ed una prima fase di giudizio, seppure cautelare, vinta e immediatamente esecutiva che l’azienda non vuole rispettare, ignorando completamente quanto disposto dal giudice ponendosi al di sopra della legge stessa – evidenzia il sindacalista – È incomprensibile l’atteggiamento aziendale: non capisco cosa vogliano ottenere.

A nostro avviso hanno commesso un errore nel 2016, gli è stato detto fin dal primo minuto.

Nonostante l’ordinanza, si sono intestarditi e vogliono aspettare ulteriori gradi di giudizio – conclude Bottaro – Nel rito civile è prevista l’immediata esecutività dei provvedimenti emanati e non è discrezionale se eseguirli o meno. Mi sembra che così non funzioni; andremo avanti finché giustizia non sarà fatta».

 

Direttore Responsabile del giornale L’Opinionista. Contatti: direttore@lopinionistanews.it –
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