La necropoli, di epoca precedente ai Celti ed ai Romani, conta 76 sepolture entro fossa terragna con un ricco corredo metallico prevalentemente in bronzo ma non mancano materiali in argento, ferro, ceramica e addirittura in legno, costituito da armille (bracciali), orecchini e fermatrecce e soprattutto da fibule a sanguisuga, ad arco serpeggiante e a navicella miniaturistiche.

 

Il nuovo sito archeologico è d’importanza straordinaria perchè consente di ampliare la conoscenza sulle fasi finali della cultura golasecchiana, ancora poco documentate in queste zone, permettendo uno studio attento dei corredi in metallo, della loro lavorazione e dei modi di uso antichi.

Dei reperti nessuno sul territorio ha saputo nulla fino a quando sono stati esposti a Torino, nel contesto della mostra “Prima del Bottone. Accessori ed ornamenti del vestiario nell’antichità” al Museo di Antichità.

 

Gli scavi tenuto all’oscuro hanno lasciato l’amaro in bocca a molti cittadini.

Il sindaco di Gattinara Daniele Baglione ha dunque deciso di incontrare la Soprintendenza a Torino per verificare la situazione.

«Gli studiosi, mi hanno confermato che si è trattato di una scoperta del tutto casuale che si è mantenuta riservata per evitare che privati senza scrupoli potessero depredare il sito, come già accaduto in altri casi simili al nostro – spiega Baglione – Abbiamo posto le basi per portare in Città non solo un ciclo di conferenze dedicato ma anche e, soprattutto, per portare qui i reperti recentemente restaurati e poterli esporre alla vista di tutti – in conclusione – Già dunque in tarda primavera o inizio estate potremo ammirare anche a Gattinara quanto recentemente rinvenuto nel nostro territorio e approfondire la conoscenza del nostro passato».

 

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