Roberto Cicala di Interlinea, editore di Vino amaro scritto da Maria Josefina Cerutti con la prefazione di Giovanni Cerutti, sabato 12 ottobre ha presentato l’autrice e il suo libro nella Cantina Travaglini, sotto l’egida di Cinzia Travaglini.

Tema: i borgomaneresi emigrati per necessità in Sud America, portando con sé qualche tralcio di vite di Gattinara, dunque le proprie radici. Al contempo però il libro racconta anche il dolore di una dittatura problematica, una pagina nera della storia Argentina.

Casita Robada è il nome originario dato al libro edito tre anni fa in Argentina. La storia parte a fine ‘800 da Santa Croce a Borgomanero e si sviluppa in Argentina. Chi parte ha nel cuore e nella mente il luogo che ha lasciato, che racconta e che tramanda. Mendoza, a confine con il Cile, è il luogo in cui gli emigrati Cerutti di  Borgomanero piantano la vite e iniziano a produrre vino. Si sviluppa così l’azienda agricola. Fino a che Victorio viene rapito – diventando così uno fra i tanti desaparecidos – gli viene quindi estorta la firma per cedere tutte le proprietà al dittatore argentino e infine viene ammazzato e gettato nel Rio della Plata. Da quel momento, la famiglia di 25 elementi si disperde. Dunque la protagonista, autrice del libro, dovrà ricostruire la sua storia. Si laurea con una tesi sull’importanza degli italiani per lo sviluppo dell’imprenditoria del vino a Buenos Aires in Argentina, vince una borsa di studio e arriva in Italia, dove continua a studiare l’importanza del vino nella crescita della cultura occidentale.