Demografia delle imprese novaresi: flessione nei primi novi mesi dell’anno

Si è chiuso all’insegna del segno meno il bilancio demografico delle imprese novaresi nei primi nove mesi del 2019: la variazione tra iscrizioni e cessazioni avvenute nel periodo gennaio-settembre si attesta al -0,9% (era il +0,1% nello stesso periodo del 2018), corrispondente ad una diminuzione, in valori assoluti, che supera le duecentosettanta unità.

«Per la prima volta il sistema imprenditoriale novarese scende sotto la soglia delle 30mila unità registrate – commenta Maurizio Comoli, presidente della Camera di Commercio di Novara – Un dato da non sottovalutare e che riflette la difficoltà del “fare impresa” oggi,

confermata anche dalla classifica 2020 della World Bank su centonovanta economie mondiali, che vede l’Italia in discesa dal 51° al 58° posto nell’arco dell’ultimo anno.

Il saldo non positivo deve stimolare un’attenzione ancora maggiore alle esigenze delle imprese e alle misure necessarie per sostenere la loro capacità innovativa e competitiva, valorizzando il patrimonio di beni, relazioni e know-how che hanno saputo sviluppare nel tempo sul nostro territorio».  

 

Quadro Generale

Sono 1.396 le aziende che si sono iscritte al registro delle imprese nei primi nove mesi dell’anno, mentre 1.682 hanno cessato la propria attività (al netto delle cessazioni d’ufficio), con una consistenza del sistema imprenditoriale novarese che al 30 settembre 2019 ammonta a 29.809 unità registrate. Ad incidere in misura significativa sulle cessazioni è stata anche la cancellazione di società di capitali non più operative (240 nel periodo gennaio-settembre) e per le quali era già stata decretata la chiusura della procedura di fallimento, senza tuttavia procedere alla loro cancellazione dal registro imprese. Al netto di tale operazione, che per motivi tecnici non viene ricondotta alle cancellazioni d’ufficio, la dinamica di nati-mortalità delle imprese sarebbe risultata comunque negativa, ma su valori decisamente più contenuti.

In flessione risulta anche l’andamento dell’artigianato: nel periodo in esame le cessazioni di attività hanno superato le aperture, determinando un saldo pari a -78 unità, per una consistenza del tessuto produttivo artigiano che alla fine di settembre si attesta a 9.169 imprese registrate.                        

 

Dinamiche Settoriali

Analizzando i saldi tra aperture e chiusure delle diverse attività economiche emerge un quadro piuttosto omogeneo a livello settoriale, dominato da risultati in ribasso, in linea con il dato provinciale, fatta eccezione per alcuni comparti dei servizi.

A chiudere in controtendenza i primi nove mesi dell’anno sono infatti i servizi alle imprese, che mettono a segno un incremento di 42 unità, seguiti dal comparto dell’alloggio e ristorazione, che guadagna 24 unità.

Diminuisce, invece, la consistenza degli altri settori, con cali generalizzati e in alcuni casi significativi, a cominciare dal commercio, che sconta una flessione a tre cifre, perdendo 111 unità, seguito da  attività manifatturiere (-81 unità), costruzioni  (-71 unità) e, a distanza, dall’agricoltura (-10 unità).   

Per quanto riguarda la composizione settoriale, alla data del 30 settembre 2019 il sistema produttivo locale risulta costituito da 29.809imprese, di cui 26.506 attive ed operanti per il 7,9% nell’agricoltura, per il 29,2% nell’industria (di cui 17,1% nelle costruzioni e 12,1% nell’industria in senso stretto) e per il 62,9% nel terziario (di cui 24,2% nel commercio e 38,7% negli altri servizi).

 

Forma Giuridica

Dall’analisi della forma giuridica emergono risultati in ribasso per tutte le principali tipologie di imprese: le società di capitali, in particolare, mostrano un calo superiore alle 130 unità, flessione che risente, come anticipato in precedenza, della cancellazione d’ufficio di società non più operative e che fa scendere al 23,7% la quota delle società di capitali sul totale delle imprese provinciali.

Negativo anche il saldo anagrafico delle ditte individuali, con 998 unità aperte nel periodo in esame, pari al 71,5% di quelle totali, e 1.075 cessate, che sfiorano il 64% di quelle complessive, portando l’incidenza delle imprese con titolare unico al 55,5% del tessuto produttivo novarese.     

Nel periodo gennaio-settembre 2019 si rilevano inoltre 88 iscrizioni e 151 cessazioni riguardanti le società di persone, con una consistenza a fine settembre di 5.415 unità produttive, corrispondente al 18,2% del tessuto imprenditoriale novarese. 


Tiziana Mazzon

Responsabile Settore Studi e tutela del consumatore

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