582 milioni di euro è l’ammontare delle detrazioni per ristrutturazioni edili e risparmio energetico che i piemontesi hanno dichiarato al fisco nel 2015 e che saranno restituite nell’arco dei prossimi 10 anni a chi ha riqualificato il proprio patrimonio abitativo dando così una boccata di ossigeno a costruttori, impiantisti, produttori e installatori di infissi, ingegneri, geometri e all’indotto.

 Il Piemonte (11,5% sul totale detrazioni e 0,84% sul totale del reddito dichiarato) si pone al settimo posto assoluto tra le regioni che più hanno utilizzato le due agevolazioni. Al primo posto la provincia di Trento (rispettivamente 16,3% e 1,37%), seguita da quella di Bolzano (14,8%  e 1,07%) e dalla Valle D’Aosta (10,1% e 1,06%).

Lo rivela un’analisi di Confartigianato sull’utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edili e il risparmio energetico, dalla quale emerge che sono 2.771.000 i proprietari di immobili intenzionati ad effettuare nei prossimi 12 mesi un intervento di manutenzione sulla propria abitazione.

 Tra ottobre 2010 e luglio 2017 le famiglie italiane hanno speso 169,1 miliardi, pari ad una media di 24,7 miliardi l’anno, per ristrutturare casa e per renderla più efficiente dal punto di vista energetico. La spesa rilevata nei dodici mesi tra giugno 2016 e luglio 2017 è aumentata dello 0,6% su base annua.

In crescita soprattutto la richiesta di incentivi per gli interventi di risparmio ed efficienza energetica: nel 2016 sono state presentate 408.032 domande, per una spesa complessiva di 3,4 miliardi, con un aumento del 21,5% del numero di domande rispetto al 2015.

A livello nazionale il valore delle detrazioni Irpef per recupero del patrimonio edilizio e risparmio energetico è stato pari a 5,8 miliardi nel 2015. Le detrazioni più richieste sono quelle connesse agli interventi di recupero del patrimonio edilizio che ammontano a 4.703 milioni di euro e sono pari all’81,4% delle detrazioni che interessano la filiera della casa, mentre quelle per interventi di efficientamento energetico ammontano a 1.071 milioni di euro, pari al restante 18,6% delle detrazioni che interessano la filiera della casa.

In un contesto regionale caratterizzato da una lunga e profonda crisi della domanda, i 2 bonus hanno assunto una centralità fondamentale.

I 19 anni di incentivi fiscali hanno impedito all’intera filiera dell’edilizia piemontese di andare a fondo– sottolinea Luciano Gandolfo Presidente di Confartigianato Piemonte Costruzioni – sostenendo, salvando e rilanciando molte imprese che si occupano di costruzioni e ristrutturazioni ma anche di riqualificazione del patrimonio immobiliare, del risparmio energetico, della difesa dell’ambiente, con una importante emersione delle attività irregolari”.

A livello regionale, si osserva una diffusa e generalizzata dinamica negativa delle imprese artigiane dell’Edilizia, con flessioni superiori alla media (-2,3%) in 10 regioni tra cui il Piemonte (-3,3%).

Il dettaglio territoriale evidenzia, al I trimestre 2017, una presenza di imprese artigiane superiore alla media nazionale (57,3%) in sessantotto province su centocinque e, tra queste, in dodici province le imprese artigiane rappresentano oltre tre quarti del comparto. Le cinque province con la maggiore incidenza dell’artigianato sono del Piemonte: Biella con il 78,4%, Asti con il 78,0%,Cuneo con il 77,9%, Vercelli con il 77,3%, Verbano-Cusio Ossola con il 77,1%.

Per quanto riguarda la dinamica in Piemonte al primo trimestre 2017 si osserva una flessione significativa delle imprese artigiane nell’edilizia a Biella e a Vercelli, entrambe del -8,4%, seguono Cuneo -4,5%, Novara -3,5%, Verbano-Cusio Ossola -2,9%, Asti -2,4% e Torino -1,9%.

 “Per risollevare le imprese delle costruzioni – conclude il Presidente – bisogna puntare su misure che favoriscano la manutenzione del patrimonio immobiliare. Per questo vanno rese permanenti le detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico degli edifici. Oltre a rilanciare le imprese delle costruzioni, si coglierebbero più obiettivi: riqualificazione del patrimonio immobiliare il 60% del quale risale a prima degli anni ‘70, emersione di attività irregolari e gettito per lo Stato, risparmio energetico e difesa dell’ambiente”.

E proprio sul fronte dell’impatto ambientale, dallo studio di Confartigianato emerge che gli interventi sostenuti dall’ecobonus hanno prodotto un effetto positivo: dal 2007 al 2016 hanno permesso un risparmio di energia di 12.886 Gwh. Il maggiore risparmio deriva dalla coibentazione di superfici opache e sostituzione di infissi (49,1%) e dall’impiego di impianti di riscaldamento efficienti (39,8%).

Michela FrittolaConfartigianato Piemonte

Direttore Responsabile del giornale L’Opinionista. Contatti: direttore@lopinionistanews.it –
Tel. 0163 086688

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