«Nonostante si scorgano segnali positivi per l’anno appena iniziato – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – le imprese artigiane continuano ad essere fortemente penalizzate da tasse e burocrazia. Infatti la pressione fiscale media si colloca sul 43%, superiore a quella del resto dell’Unione europea. Inoltre le nostre imprese sono gravate dai maggiori oneri burocratici. Si agita lo specchietto della cosiddetta Europa per imporre all’economia nazionale ogni sorta di restrizione a favore degli altri Paesi per poi glissare tranquillamente sulle differenti condizioni ambientali in cui le imprese italiane sono costrette ad operare. In questo senso servono anche interlocutori istituzionali che non prendano ordini da soggetti sovranazionali i cui interessi sono ben diversi da quelli dell’Italia»

L’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte ha elaborato il compendio dei dati di fine anno concernenti gli aspetti principali che caratterizzano l’andamento economico ed occupazionale del comparto artigiano in Piemonte.

Dal raffronto delle 4 indagini trimestrali svolte dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte nel 2017 emergono ottimismo e forte volontà delle imprese artigiane di confrontarsi con le sfide e le opportunità del nuovo contesto economico e sociale che si sta delineando dopo la più grande crisi degli ultimi decenni.

Il quadro generale delle previsioni delle imprese artigiane denota, infatti, un marcato e costante recupero di fiducia. Le stime sull’andamento occupazionale raggiungono nel quarto trimestre 2017 il 7,60%, mentre le proiezioni concernenti la produzione totale salgono al 12,51% e quelle relative all’acquisizione di nuovi ordini si attestano sul 7,21%. Le previsioni di nuovi ordini per esportazioni toccano il 3,54%.

Stando agli ultimi dati della Banca Mondiale in merito alle condizioni necessarie per fare impresa, il nostro Paese si colloca al 112° posto nel Mondo per procedure e tempi impiegati per pagare tasse e imposte. Ne derivano, ovviamente, effetti fortemente negativi sulla competitività delle imprese.

Il confronto europeo evidenzia che a causa della complessità degli adempimenti fiscali un’impresa in Italia impiega ben 238 ore all’anno per pagare le imposte. Pertanto è sempre più indifferibile addivenire alla riduzione effettiva della burocrazia per consentire alle imprese –e specialmente a quelle artigiane il cui organico è limitato dal punto di vista numerico– di lavorare pienamente per la produzione di beni e la prestazione di servizi, limitando allo stretto necessario il tempo della compilazione di documenti.

Per quanto riguarda il credito, in cinque anni (giugno 2012 – giugno 2017) i prestiti all’artigianato sono diminuiti complessivamente di quasi un quarto (-23,1%), riduzione di oltre una volta e mezzo di quella registrata dal totale delle imprese (-13,5%).  A giugno 2017, rispetto a giugno 2016, la quantità dei prestiti alle imprese artigiane in Piemonte è diminuita del 2,6%. Permane quindi la necessità di agevolare l’accesso ai finanziamenti da parte delle piccole imprese.

Si rafforzano i segnali di superamento della crisi. Tuttavia il numero delle imprese artigiane continua a diminuire, registrando una contenuta flessione sia in merito al numero delle unità produttive che a quello degli occupati.

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio dell’Artigianato della Regione Piemonte al 31 dicembre 2016 le imprese artigiane erano 121.795 e si prevede che nel primo semestre dell’anno in corso si ridurranno di 191 unità produttive, posizionandosi su 121.604 (la diminuzione più sensibile, in valore numerico assoluto, riguarda la provincia di Torino che si colloca sulle 62.427 imprese, con una perdita di 49 unità).

Per quanto riguarda l’apprendistato, si evidenzia che i giovani coinvolti, che nel 2016 erano 19.449, sono saliti al 31 dicembre 2017 a 23.277 unità.

Confartigianato Imprese Piemonte

Direttore Responsabile del giornale L’Opinionista. Contatti: direttore@lopinionistanews.it –
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