Il decreto che avvia la possibilità di implementare i controlli di tracciabilità del riso biologico è un importante passo avanti che rende merito a un lungo lavoro sullo stesso tema del Movimento 5 Stelle Piemonte.

Bene ha fatto anche Federbio a rimarcare il proprio impegno profuso in tal senso.

Ora però la Regione s’impegni a velocizzare l’iter di approvazione della proposta di legge 203 a mia prima firma pensata per difendere i prodotti agroalimentari piemontesi dalle speculazioni finanziarie e tutelare i consumatori fornendo informazioni corrette e chiare.

La nostra legge prevede infatti l’introduzione di un sistema di tracciabilità unico e trasparente per tutte le produzioni agroalimentari del Piemonte.

Bene quindi l’apertura verso la tracciabilità del riso ma si estenda l’azione a tutto il sistema agroalimentare piemontese: solo quattro fra più di duecento produttori hanno chiesto accesso alle risorse messe a disposizione dal piano di sviluppo rurale.

A margine delle attuali novità previste dal decreto rimane ancora aperta la questione relativa all’uso delle sostanze chimiche.

Chiediamo quindi alle organizzazioni presenti sul territorio, ad Ente Risi e alla Regione di procedere a promuovere tutte le tecniche che consentono la coltivazione del riso senza l’uso di sostanze chimiche. 

La creazione di un distretto del riso bio, considerando il problema dell’inquinamento dell’acqua, rimane poi una questione importante che la Regione dovrà affrontare nei prossimi mesi.

Nel mese di ottobre, infine, il Movimento 5 Stelle organizzerà un convegno in cui verrà presentato un importante documentario sulla produzione del Riso Bio in Piemonte.

Gianpaolo Andrissi, Consigliere Regionale M5S Piemonte

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