“Proprio per le novità che la legge presenta abbiamo promosso diverse occasioni di informazione e chiarimento dei meccanismi della nuova legge elettorale, insieme a Massimo Cavino, Docente di Istituzioni di Diritto pubblico dell’Università del Piemonte Orientale” spiega Amleto Impaloni direttore di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale, l’associazione che ha promosso cinque incontri a Novara, Verbania, Domodossola, Varallo Sesia, Vercelli per illustrare le nuove modalità di voto.

“Si tratta del nostro impegno per il sociale che, in questa occasione, si è declinato nel proporre alla cittadinanza incontri di informazione e approfondimento sulla legge elettorale e sui meccanismi del voto. Proprio perché il voto è un diritto ma anche un dovere per il cittadino, abbiamo scelto di promuovere occasioni di conoscenza per rafforzare il vincolo della cittadinanza, vero valore sociale” spiega ancora Impaloni.

Uno degli incontri con il professor Cavino

Agli incontri proposti ha partecipato un pubblico numeroso e attento e la relazione del professor Cavino è stata semplice, chiara e diretta.

Ma cosa succede, dunque con il “Rosatellum”?

In sintesi: vi saranno collegi uninominali (232 alla Camera e 116 al Senato) e plurinominali (386 alla Camera e 102 al Senato) a cui aggiungere i collegi (18 complessivi) all’estero.

Per il proporzionale è previsto uno sbarramento del 3%.

Amleto Impaloni, Direttore Confartigianato Imprese Piemonte Orientale

I collegi plurinominali sono individuati dall’aggregazione di collegi uninominali contigui in modo tale da esprimere un numero di seggi non inferiore a due e non superiore a otto al Senato;

per la Camera l’aggregazione avviene di modo che a ciascuno collegio sia assegnato un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a otto.

Nei collegi uninominali è eletto il candidato più votato, a parità di voti è eletto il candidato più giovane di età, in quelli plurinominali sarà eletto un numero di parlamentari proporzionali ai voti ottenuti dal partito o dalla coalizione di partiti.

Non è possibile il voto disgiunto, cioè voto al candidato e altro voto (diverso) alla lista (diversa da quella del candidato votato): ora il voto va al candidato (per la quota uninominale) e alla lista che lo appoggia (per la parte plurinominale) pena l’annullamento del voto.

Il Parlamento italiano

Qualche novità anche per la suddivisione territoriale in circoscrizioni elettorali: invariate per il Senato (20, come le Regioni) e 28 per la Camera dei deputati (una in più, in Lombardia).

Il Piemonte Orientale (con le province di Novara, Vercelli e VCO fa parte del collegio Piemonte 2) per il Senato vi è un collegio unico regionale. Restano invece invariate le quattro ripartizioni della circoscrizione Estero. Non è previsto il voto di preferenza.

L’elettore potrà esprimere il proprio voto come segue: tracciando un segno sul simbolo di una lista (il voto si estende al candidato nel collegio uninominale che quella lista supporta) o sul simbolo di lista e sul nome del candidato del collegio uninominale da questa supportato.

Oppure tracciando un segno solo sul nome del candidato del collegio uninominale (senza indicare alcuna lista): in questo caso, il voto vale per il candidato nel collegio e inoltre si estende in automatico alla lista che lo supporta. Se quel candidato è però collegato a più liste (in coalizione) il voto viene diviso proporzionalmente tra queste, in base ai voti che ognuna ha complessivamente ottenuto nel collegio.

Direttore Responsabile del giornale L’Opinionista. Contatti: direttore@lopinionistanews.it –
Tel. 0163 086688

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