La petizione è stata organizzata dall’Associazione Ferrovie Torino – Svizzera e ha il sostegno dei sindaci del territorio, tra cui Daniele Baglione Sindaco di Gattinara, al momento sono state raccolte oltre 1.500 firme e continuano a crescere.

Il testo della raccolta firme illustra che nel 2012 la Regione ha chiuso 14 linee ferroviarie, la cui gestione presentava bilanci significativamente passivi. Tra queste si annovera anche la linea Santhià – Arona, che rappresenta però una linea-cerniera per tutto il quadrante nord-orientale della regione, che risulta così privato di una essenziale relazione trasversale tra Torino e il nord Piemonte.

Nel novembre 2016 si è costituita l’associazione, che ha lo scopo di favorire la riapertura della linea ferroviaria Santhià – Arona, da intendersi come tratta locale di un collegamento internazionale tra Torino e la Svizzera.

Gli organizzatori hanno evidenziato:

sinteticamente, chi firma questa petizione è d’accordo con noi sui seguenti punti.
Ottenere in tempi brevi il ripristino delle condizioni di esercizio della linea Santhià-Arona, previa manutenzione ordinaria e straordinaria.
Riassegnare alla linea la funzione per cui era stata realizzata, ovvero di essere parte di un collegamento internazionale tra Torino e la Svizzera, utilizzabile non soltanto per favorire gli spostamenti dei viaggiatori verso la Valsesia, il lago Maggiore la Svizzera, ma anche per far conoscere le bellezze di Torino e del Piemonte ai paesi d’Oltralpe.
Realizzare treni a media percorrenza, in modo da collegare giornalmente Torino a Domodossola in tempi contenuti, nei due sensi realizzare treni internazionali coinvolgendo SBB CFF FFS / BLS, in modo da poter collegare il Mar Ligure, il Piemonte e Torino alle città svizzere, sul modello dei treni circolanti fino agli anni Cinquanta (per esempio: Nizza/Ventimiglia-Cuneo-Torino-Arona-Domodossola-Berna).
Realizzare treni storici da parte di Fondazione Ferrovie dello Stato sugli itinerari Torino-Domodossola e Torino-Arona.
Potenziare il trasporto merci sulla relazione Savona-Torino-Santhià-Borgomanero/Arona-Domodossola-Sempione, rilanciando anche il grande scalo Domo 2.
Quel che vorremmo sottolineare è che non è sufficiente puntare alla riapertura della linea soltanto come collegamento locale, perché non ci sono ragioni per ipotizzare oggi un maggior utilizzo della linea da parte dei viaggiatori rispetto a pochi anni fa.
Riteniamo invece che essa debba ritornare a essere la sezione di un collegamento a medie distanze, che colleghi Torino con l’Ossola e con la Svizzera, ragione per cui la linea era stata aperta a inizio novecento.
In conclusione quindi, se da un lato va prevista la realizzazione di collegamenti cadenzati per il servizio regionale, utilizzabili da studenti e pendolari, dall’altro serviranno anche treni con percorrenze medie, con cui valorizzare il fatto che questa linea rappresenta il collegamento più breve e veloce tra Torino e l’alto Piemonte .
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