Ricordando Romano Zanfa, giornalista simbolo della Valsesia

Romano Zanfa
Romano Zanfa

Romano Zanfa, Nino per gli Amici, è morto a Roma il 12 ottobre, era nato a Scopa nel 1928, aveva frequentato il liceo classico a Varallo ed intraprese la professione di famiglia: il giornalista. Per dieci anni fu il corrispondente valsesiano del quotidiano La Stampa. Lo storico Corriere Valsesiano, fondato dal nonno Giovanni, giornalista, editore, fotografo, morto nel 1931, passò al padre Oscar, morto nel 1974, e poi a Romano che subentrò nella direzione del settimanale. A metà degli anni Ottanta, la tipografia e la testata Corriere Valsesiano furono vendute a Riccardo Minoli. Nino rimase ancora per qualche anno al giornale, poi dal 1988 si trasferì a Roma, con la moglie Wanda Spaziani, insegnante e psicopedagogista. Nella capitale fu anche caporedattore di un giornale diretto dal critico teatrale Silvio D’Amico, ma ogni sabato attendeva il “suoCorriere Valsesiano che di colpo annullava le distanze con la Valsesia. Con lui si è spento il ramo valsesiano di una dinastia della carta stampata, ma è rampollato con rinnovato vigore nella piana novarese con i nipoti di Romano, i figli della sorella Edda: Roberto Cicala editore, fondatore e proprietario della Casa Editrice Interlinea e Alberto, regista cinematografico impegnato in progetti di cooperazione internazionale.

Romano era iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 26 Giugno 1956: nel 1996 ricevette dall’allora Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Lorenzo Delboca, un diploma ed un’artistica targa come simbolico riconoscimento a: “Una vita per il giornalismo”. Delboca lo ricorda per lo stile elegante e raffinato: “Più da rivista che da giornale locale: il suo desiderio di precisione e di correttezza dell’informazione talvolta lo induceva perfino a ritardare l’uscita delle notizie”. Scorrendo gli articoli firmati da Romano Zanfa si impara a riconoscere quell’uomo colto e generoso che sapeva informare senza pretendere di “formare”. Nel 1983 partecipò alla redazione di: “Scriviamo un libro insieme”, volume promosso dalla Cassa di Risparmio di Vercelli, con un articolo dedicato a: “Giovanni Gualdi il gigante del Polo Nord”, che si apriva così: “L’occhiello lo indica chiaramente: una pagina di storia di oltre mezzo secolo fa”, ricordando come quel “rappresentante dell’aristocrazia dell’alpinismo valsesiano”, classe 1904, nativo di Alagna, partecipò al “viaggio di appoggio al Generale Nobile e quindi di ricerca e di soccorso alla tenda rossa”. Ho citato questo esempio di pagina concisa ed elegante, perché in poche parole il giornalista scrittore riesce a tracciare il ritratto di una Persona senza ridurlo a personaggio.

Nino Zanfa, ha voluto essere sepolto nella tomba di famiglia di Varallo, tra le sue amate montagne ed il calore di quella gente di poche parole, ma leale e generosa.

Piera Mazzone

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