Continua a crescere il numero dei comuni che decidono di allacciarsi alla rete europea “Città libere dai pesticidi”, affiancandosi così ai comuni italiani di Varese, Ragusa, Occhiobello, Malles, Robilante.

La rete delle ‘Città Libere dai pesticidi‘ (organizzata dall’ong Pan Europe) prevede un’Europa in cui l’uso di pesticidi sia ridotto al minimo e sostituito con alternative sostenibili, tutelando in questo modo la salute dei cittadini, l’ambiente e garantendo una migliore qualità di vita.

L’obiettivo principale è riunire una massa critica di città impegnate ad eliminare l’uso degli antiparassitari e fornire una piattaforma europea all’interno della quale condividere esperienze, pratiche e conoscenze, ricevendo un supporto reciproco.

La rete mira, inoltre, ad aumentare la consapevolezza politica a tutti i livelli. L’adesione alle ‘Città libere dai pesticidi‘ richiede un impegno politico, vale a dire firmare il protocollo, senza alcun costo per l’amministrazione, in modo che i risultati conseguiti possano essere utilizzati anche per sostenere ulteriori adesioni a livello nazionale ed europeo.

Il protocollo è un impegno per le città che stanno lavorando per bandire i pesticidi dal loro territorio, o che sono già senza pesticidi e vogliono fare di più, ad esempio vietando i pesticidi anche nelle aree agricole, o supportando l’agricoltura biologica.

Nel 2009 l’Unione Europea ha emanato la Direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi e molte città europee hanno vietato da anni l’uso di pesticidi chimici nei parchi e nelle aree comuni dove adulti e bambini vivono, lavorano, giocano.

Tra i Comuni che hanno scelto con successo di aderire, vi è il Comune di Lozzolo (Vc), che ha scelto di utilizzare l’aceto al posto dei pesticidi.

Il sindaco di Lozzolo Roberto Sella spiega così la scelta:

«Il legame tra inquinamento e salute è indiscutibile e pertanto la cura più efficace è la prevenzione. L’uso di metodi privi di sostanze chimiche porta benefici alla salute però richiede maggior manodopera e costanza negli interventi. Esso può sembrare un punto a svantaggio ma è altrettanto vero che, come citato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel discorso di fine anno, il lavoro deve essere la priorità: diventare un Paese con la vocazione per una saggia ecologia, accompagnata da adeguate misure economiche, può migliorare notevolmente sia la salute della cittadinanza che portare un concreto sviluppo lavorativo».

Direttore Responsabile del giornale L’Opinionista. Contatti: direttore@lopinionistanews.it –
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