Confartigianato Piemonte presenta la 113^ indagine congiunturale – I trimestre 2020

GIORGIO FELICI (Confartigianato Imprese Piemonte): “SEGNALI DI MODERATO OTTIMISMO. CI VOLEVA PROPRIO IL CORONAVIRUS…”

Resta il problema della burocrazia, come la ‘patente a punti’ per le imprese edili”

La prima indagine trimestrale congiunturale del 2020 realizzata da Confartigianato Imprese Piemonte è improntata, in parte, ad un moderato ottimismo, come i due precedenti sondaggi.

Per quanto riguarda l’andamento occupazionale, la positività del saldo si rafforza salendo dal 7,20% al 9,02%, mentre le previsioni di assunzione di apprendisti scendono dal 6,35% all’ 1,47%.

In merito alle previsioni di produzione totale si accresce la positività del saldo che sale dall’ 11,97% al 12,22%.

Viceversa il saldo dei nuovi ordini si riduce passando dal 6,97% al 4,03%.

Coloro che prevedono di disporre di un carnet ordini superiore ai tre mesi salgono dall’1,78% al 3,45%.

Il saldo dei nuovi ordini per esportazioni ritorna negativo scendendo dal 3,39% al -0,26%.

Coloro che prevedono di effettuare investimenti per ampliamenti salgono dal 5,35% all’ 8,98%.

Le ipotesi di investimenti per sostituzioni aumentano dall’ 8,68% al 26,76%.

Coloro che non hanno programmato investimenti scendono dal 36,50% al 30,15%; le mancate risposte scendono dal 49,47% al 34,11%.

Le stime di regolarità negli incassi salgono dal 38,65% al 68,28%; le previsioni di ritardi negli incassi scendono dal 37,80% al 20,34%.

La tenuta delle imprese artigiane, almeno in termini di previsioni – commenta Giorgio Felici presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – è moderatamente soddisfacente. Tuttavia la diffusione del coronavirus espone l’economia mondiale e quella italiana ad un crescente rischio di rallentamento. Infatti la Cina è il terzo mercato extra UE per l’Italia. L’export verso la Cina nei settori di micro e piccola impresa (alimentare, moda, prodotti in metallo, legno e mobili, gioielleria e occhialeria) è pari al 29,8% del totale, per un valore di 3.875 milioni di euro, di cui circa 380 milioni per il Piemonte. Più in generale occorrerà capire quanto l’evoluzione della vicenda coronavirus, della definizione della Brexit e dei dazi USA incideranno sull’economia”.

Tra gli ostacoli che le imprese artigiane devono affrontare nella loro quotidiana attività – aggiunge Felici – vi sono gli oneri burocratici. Al riguardo segnalo, a titolo di esempio, l’istituzione della ‘patente a punti’ per le imprese dell’edilizia per gestire la qualificazione delle imprese di costruzioni. Il meccanismo, previsto dal Testo Unico per la sicurezza sul lavoro, si presta ad alterare il libero mercato nel settore delle costruzioni, favorendo le grandi imprese a svantaggio di quelle piccole che in Piemonte sono quasi 50.000 con oltre 100.000 addetti. I piccoli imprenditori per primi hanno a cuore la sicurezza sul lavoro, che non si tutela con la burocrazia, ma con regole chiare ed applicabili, senza duplicazioni di competenze, con gli organismi paritetici, la formazione e l’associazionismo d’impresa che diffonde la cultura della legalità”.

La prima indagine trimestrale 2020 elaborata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte è stata realizzata sulla base di una serie di domande a cui hanno risposto telefonicamente quasi 2.300 imprese artigiane piemontesi che rappresentano un campione significativo dei principali comparti di produzione e di servizi della nostra regione.

CLASSE DI FATTURATO

Le imprese che prevedono di fatturare fino a 25mila euro salgono dal 41,80% al 50,18%; il segmento da 25 a 50mila scende dal 29,50% al 23,35%; quello da 50 a 150mila scende dall’8,45% al 3,18%; quello da 150 a 400mila sale dallo 0,18% allo 0,27%; quello oltre i 400mila si conferma sullo 0,00%, come nei dieci trimestri precedenti.

Coloro che non rispondono risposte salgono dal 20,07% al 23,02%.

DIPENDENTI OCCUPATI

Le ditte che occupano da 1 a 3 dipendenti salgono dal 29,45% al 40,33%; la classe da 4 a 5 scende dal 32,18% al 27,78%; quella da 6 a 15 sale dal 5,45% al 13,54%; quella oltre i 15 dipendenti sale dall’ 1,05% al 2,11%.

Coloro che non hanno dipendenti salgono dal 7,40% al 9,26%. Le mancate risposte scendono dal 24,47% al 6,98%.

ANDAMENTO OCCUPAZIONALE

Coloro che prevedono aumenti occupazionali scendono dal 20,35% al 19,78%; quelli che ipotizzano diminuzioni scendono dal 13,15% al 10,76%.

Le previsioni di occupazione costante scendono dal 56,60% al 49,23%. Le risposte mancate salgono dal 14,90% al 20,23%.

La positività del saldo si rafforza salendo dal 7,20% al 9,02%.

ASSUNZIONE DI APPRENDISTI

Le previsioni di assunzione di apprendisti scendono dal 6,35% all’ 1,47%.

PREVISIONE DI PRODUZIONE TOTALE

Le stime di aumento della produzione totale scendono dal 26,73% al 25,34%; le previsioni di diminuzione scendono dal 14,76% al 13,12%.

Le ipotesi di produzione costante scendono dal 50,49% al 49,52%. Coloro che non rispondono salgono dall’ 8,02% al 12,02%.

Si accresce la positività del saldo che sale dall’ 11,97% al 12,22%.

PREVISIONE DI ACQUISIZIONE NUOVI ORDINI IN TOTALE

Le previsioni di acquisizione di nuovi ordini scendono dal 17,11% al 14,54%; le stime di diminuzione salgono dal 10,14% al 10,51%. Le ipotesi di ordini costanti calano dal 55,43% al 53,88%.

Il saldo rimane positivo, ma si riduce dal 6,97% al 4,03%.

Le mancate risposte salgono dal 17,32% al 21,07%.

CARNET ORDINI

Le stime di carnet ordini sufficienti per meno di un mese salgono dal 44,60% al 48,00%; quelle di carnet da uno a tre mesi aumentano dal 16,45% al 38,26%; quelle di carnet ordini superiori ai tre mesi salgono dall’ 1,78% al 3,45%. Le mancate risposte scendono dal 37,17% al 10,29%.

PREVISIONE DI ACQUISIZIONE NUOVI ORDINI PER ESPORTAZIONI

Le previsioni di acquisizione di nuovi ordini per esportazioni scendono dal 5,91% al 2,36%; le ipotesi di diminuzioni salgono leggermente dal 2,52% al 2,62%; le stime di esportazioni costanti calano dal 14,67% all’ 8,24%.

Coloro che non esportano salgono dal 76,90% all’ 86,78%.

Il saldo ritorna negativo scendendo dal 3,39% a -0,26%.

INVESTIMENTI PROGRAMMATI PER I PROSSIMI 12 MESI

Coloro che prevedono di effettuare investimenti per ampliamenti salgono dal 5,35% all’8,98%.

Le stime di investimenti per sostituzioni salgono dall’ 8,68% al 26,76%.

Coloro che non hanno programmato investimenti scendono dal 36,50% al 30,15%; le mancate risposte scendono dal 49,47% al 34,11%.

ANDAMENTO INCASSI

Le stime di regolarità negli incassi salgono dal 38,65% al 68,28%; le previsioni di ritardi calano dal 37,80% al 20,34%.

Coloro che non rispondono scendono dal 23,55% al 10,92%.