Un nuovo appuntamento di Estate in piazza a Guardabosone con l’attesa lectio biblica di Don Alberto Albertazzi quest’anno dedicata alla Genesi.

Dopo il saluto del Sindaco, Claudio Zaninetti, che ha rinnovato la stima sua e della Comunità per l’attivissimo sacerdote, che, pur dovendosi dividere tra più Parrocchie, affidate alla sua cura pastorale, riesce sempre a concentrarsi su temi fondamentali dell’esistenza, invitando a riflessioni che sollevano dalla contingente, ha ricordato che questo sarà il suo ultimo anno come Sindaco e quindi come organizzatore dell’Estate in piazza, si augura che il paese mantenga e valorizzi questa tradizione di grande richiamo.

Don Alberto, come introduzione all’argomento della serata, la Bibbia, il codice della fede cristiana, analizzata in questa sede da un punto di vista culturale, ha letto il Salmo 148, laudativo della creazione, sfatando alcuni pregiudizi, o “sfocature concettuali”, che spesso sono presenti nella lettura: il “concordismo” che vuole conciliare il dato biblico con il dato scientifico, dimenticando che la Bibbia era legata al livello culturale dei suoi primi destinatari, la gente del primo millennio a.C.

Il secondo pregiudizio consiste nel credere che la Bibbia sia opera di un unico autore, mentre invece nella sua stesura intervennero molte mani, che operarono in tempi diversi, per costituirla letterariamente. Nel Libro della Genesi si individuano due o tre scrittori, che scrivono a distanza di secoli gli uni dagli altri.

La Genesi si apre con due descrizioni della Creazione, la prima più conosciuta, “In principio Dio creò il cielo e la terra”, scritta dal IX al X secolo, successiva rispetto alla seconda, risalente al VI secolo a.C.

Questo “Preambolo”, che contiene l’apprezzamento di Dio sull’opera compiuta, è stato messo a confronto con il Vangelo di Giovanni:

In principio era il Verbo”, spiegando come il Pensiero preceda la Parola: “Nella catena di montaggio del cosmo, ci sono due azioni: il creare, produrre e il separare. L’assoluta genialità della Bibbia è dare risalto ad un Dio che crea in assoluta tranquillità e riposo, quasi chiamando per nome le creature”.

Il relatore ha presentato la Creazione arrivando all’uomo e alla donna:

La più antica operazione chirurgica con tanto di narcosi: la donna fu creata da una costola dell’uomo, un osso nobile perché protegge il cuore. La vita per l’uomo deve restare mistero, la deve gestire, ma non manipolare”.

La creazione della donna può essere dunque considerata la più arcaica dichiarazione d’amore, che sancisce pari dignità tra i due esseri, nella differenza e complementarietà.

I temi proposti alla riflessione e all’approfondimento sono stati davvero molti: dal pubblico non sono giunte domande perché è necessario tempo e “pensiero” per capire nella sua compiutezza e meraviglia l’opera della Creazione.

Annunci

Rispondi