Cresce il settore dei libri, boom dell’online

Positivo anche l’impatto delle misure anticrisi, ma c’è la necessità di un’azione sistemica di sostegno 

 

In Italia adesso si legge di più. Sono anche questi gli effetti di un lungo lockdown e di una pandemia che ha stravolto in nostro modo di vivere, ma le tante ore trascorse in casa, le poche alternative, le chiusure di molte attività ci hanno fatto riscoprire la bellezza del libro. Il settore è in forte crescita, negli ultimi sei mesi del 2020 il 46,3% dei negozianti ha visto entrare più clienti e non solo perché le misure di contenimento del virus si sono allentante ma per una evidente crescita del desiderio di lettura. Buone notizie, che vengono confermate dal presidente dell’Associazione Librai Italiani Paolo Ambrosini che chiede però un impegno costante alle istituzioni in modo da poter garantire una seria programmazione: “Quanto emerso dal nostro osservatorio ci rafforza nella convinzione che senza un’azione sistemica le librerie e la lettura non possono crescere nel paese. Per noi è fondamentale – prosegue Ambrosini – confermare le misure adottate l’anno scorso ma anche avere finalmente la forza e il coraggio di rendere detraibili le spese per i libri al pari di quanto avviene ad esempio per le spese mediche.”

Dagli studi condotti dall’ “Osservatorio sulle librerie in Italia” per il secondo semestre del 2020, realizzata da Ali-Confcommercio in collaborazione con Format Research, emerge che sono nettamente cresciuti i ricavi, adesso superiori rispetto alle media del terziario di mercato, tendenza consolidata per giugno 2021. Sostanzialmente invariata, invece, la mappa degli acquisti nel nostro Paese anche a causa di una differente distribuzione nel territorio dei punti vendita: Lazio, Lombardia e Piemonte sono le prime tre regioni per numero di librerie in Italia, in queste tre aree lavorano quasi il 50% degli addetti totali che operano nelle librerie.

Soddisfacenti, soprattutto in termini di aumento dei ricavi, le misure anticrisi adottate: l’app18, misura già prevista prima della pandemia, ha avuto un impatto positivo sui ricavi per oltre il 64% delle imprese, la Carta Docente, anche questa già in atto prima della pandemia, ha consentito una crescita dei ricavi per oltre il 72% delle librerie. Buono anche il giudizio in merito alla “misura biblioteche” mentre l’apertura anticipata ha avuto un effetto positivo per oltre il 74% delle librerie. 

C’è poi la questione digitalizzazione, inevitabilmente esplosa nell’ultimo anno.  Il 32,7% delle librerie ha iniziato ad utilizzare l’e-commerce per le consegne a domicilio, mentre il 28,4% ha utilizzato l’e-commerce per la vendita a distanza: nove su dieci di queste imprese che hanno deciso di continuare ad effettuare questo servizio anche nel post pandemia. Certo, il divario con alcuni colossi del commercio online rimane incolmabile e questo può rappresentare un serio problema. “Non è Amazon brutto e cattivo – spiega il presidente di ALI Paolo Ambrosini – la riflessione da fare è però duplice: perché noi non siamo in grado di offrire la velocità, l’assortimento e la capacità di distribuzione che garantisce Amazon? E ancora, pensando alle regole di mercato, non è pensabile che ci siano operatori con una scala fiscale di un certo tipo e altri con una scala fiscale diversa. Le conseguenze – conclude Ambrosini – sono tutte per noi italiani: con le nostre scelte politiche stiamo autorizzando certi colossi a raccogliere il nostro prodotto interno lordo per spostarlo altrove, sottraendo gettito e tassazione. Un problema che bisogna affrontare a livello europeo”.