«Il Made in Italy vale circa 30 miliardi di Euro»

Il Presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria Piemonte Andrea Notari presenta i numeri del Made in Italy

 

Fortunatamente il Made in Italy non è solo un’indicazione di provenienza.

È soprattutto un marchio di fabbrica, uno stile di vita e, ancora di più, un sogno.

Le produzioni italiane di qualità sono apprezzate in tutto il mondo ed è proprio il Made in Italy il vero volano di sviluppo della nostra economia. L’Italia è sempre stata innovativa, versatile, creativa, reattiva, competitiva e vincente. Soprattutto sui mercati globali.

 

Come Giovane Imprenditore di Confindustria sono fermamente convinto che il Made in Italy rappresenti il volano di sviluppo dell’economia nazionale, un bene prezioso da tutelare e valorizzare in ogni sede.

L’Italia vanta oltre 210 prodotti primi a livello mondiale per saldo commerciale, eccellenze che da sole producono 51 miliardi di dollari di profitti. I prodotti che si classificano al secondo posto nel mondo per saldo commerciale sono invece 344 e fruttano 68 miliardi di dollari.

 

Le medaglie di bronzo dell’export italiano sono 290 prodotti e valgono un saldo commerciale complessivo di 42 miliardi.

La forza del Made in Italy è alimentata anche dai distretti industriali le cui esportazioni hanno fatto registrare in sette anni (quelli precedenti al Covid19) una crescita in valore assoluto pari a circa 30 miliardi di euro e nonostante gli ultimi effetti negativi della pandemia, il nostro export ha tenuto, specie nel settore Agrifood, proprio per le caratteristiche di eccellenza dei nostri prodotti.

 

–   Quali sono, secondo Notari, le soluzioni necessarie o possibili per la ripartenza efficace del prodotto italiano (da parte di Stato ed imprese)

Domanda difficile a cui rispondere. Ci provo mettendo in fila quelle che sono a mio avviso le priorità attuali per il rilancio del Made in Italy.

Bisogna aprirsi ai mercati che stanno andando meglio. La Cina è stato il primo Paese colpito e il primo ad uscire dalla crisi. Per noi la crescita di Pechino è un’opportunità, come la ripartenza degli Stati Uniti d’America che anch’essi stanno dando segnali di forte ripresa.

Per farlo si deve rafforzare il nostro e-commerce, un volano per i beni di consumo grazie ai milioni di utenti che utilizzano queste piattaforme.

Alla ripresa effettiva saranno fondamentali la partecipazione alle fiere internazionali. Queste manifestazioni rappresentano un asset fondamentale nelle politiche industriali, commerciali e di promozione a sostegno del Made in Italy e hanno, se sfruttate adeguatamente, un forte impatto sul nostro export.

Infine, non ultimo per importanza ma, al contrario, decisivo occorre un piano di rilancio degli investimenti pubblici e di stimolo di quelli privati, a partire da Industria 4.0. Occorre intervenire sui nodi che bloccano lo sviluppo della nostra Industria da oltre 25 anni. Prima di tutto aumentare la produttività, attraverso l’efficienza della macchina amministrativa, la digitalizzazione, una riforma organica del fisco e del mercato del lavoro che metta al centro l’occupabilità della persona, investimenti sulla ricerca ed innovazione, insieme a una profonda riforma del nostro sistema formativo in grado realmente di far incontrare la domanda e l’offerta di lavoro.

Possono sembrare temi lontani dal Made in Italy.

Non è così. Se si risolvono questi problemi centrali per il Sistema Italia anche il nostro Made in ne uscirà rafforzato.

 

–   Il Made in Piemonte….

Nella nostra regione il Made in primeggia. In ogni settore produttivo, il Piemonte esprime, per tradizione, qualità del prodotto e capacità imprenditoriali, delle assolute eccellenze. Mi vengono in mente decine di aziende leader di mercato e non le cito perché ne dimenticherei altrettante. Fra tutti i settori emerge l’Agrifood che anche nel periodo della pandemia ha dimostrato di essere al centro di una strategia di crescita dell’economia piemontese. I nostri  prodotti sono ambiti nel mondo. Inoltre si sta diffondendo il cibo biologico e si sta espandendo l’abitudine all’acquisto online. Questo garantisce uno spazio di crescita, favorito dal fatto che il cibo si può collegare a monte a una cultura e a valle ai servizi di ristorazione che, insieme, sono occasione di valorizzazione anche turistica dei nostri territori.