Da mesi ormai giornali e televisioni rappresentano il nostro Paese come una nazione fuori dalla crisi. Anzi, se ci fate caso, di crisi non parla più nessuno.

Pare che il termine sia stato abolito.

Oggi l’ordine, dato poi da chi non si sa (anche se qualche dubbio l’abbiamo), è quello di parlare sempre e comunque di ripresa, di PIL in aumento, di nuovi occupati, di tasse che scendono, di investimenti di ogni tipo pronti ad essere realizzati (ormai sembra si arrivi perfino a pensare di posare la prima pietra del ponte sullo Stretto).

Non so voi, ma io tutta questa espansione non la percepisco.

Pare che il nostro Pil crescerà quest’anno dello 0,7 %, ottimo risultato per carità, peccato che quello della Spagna pare stia veleggiando verso un più 3,4%.

Come possiamo pensare di crescere di uno zero virgola ed essere entusiasti di questo risultato?

Non è mia abitudine pensare in maniera pessimistica ma, certo, realisticamente sembra proprio che i mezzi di informazione e la politica nazionale ci stiano riempiendo la testa di dati e analisi eccessivamente ottimistici per nasconderci un’amara realtà: l’Italia non è più quella del miracolo economico e non lo è più da un bel pezzo.

Tutto il fumo che ci stanno buttando addosso serve per nascondere un arrosto che non c’è più e che, in assenza di obiettivi seri e concreti legati a politiche serie e concrete, difficilmente rivedremo.

Parlando con qualche osservatore più vicino alla realtà dei fatti ci è sorto un dubbio: non è che la ripresa di cui tanto si parla sia in realtà un semplice riposizionamento dei nostri bisogni? Provate a pensarci.

Fate esattamente quello che facevate 7 anni fa? Spendete i vostri soldi nello stesso modo? O avete ridotto i vostri bisogni adattandoli al ribasso, riducendo le vostre necessità?

E’ molto probabile che sia così e, se così non è, è molto probabile che siate nella sottile fascia dei pochi benestanti ancora rimasti oppure che i vostri risparmi si stiano via via assottigliando.

Ed allora qual è la tesi? La tesi è che non c’è ripresa in un Paese con lo zero virgola in più; c’è solamente, dopo sette anni di difficoltà, un fisiologico abbassamento di prospettive e di bisogni, siamo tutti più poveri e ci comportiamo in tal modo.

Non c’è bisogno di scienziati per notarlo. Gli stessi servizi sociali mi dicono che le richieste di aiuto sono minori, non perchè non ci siano i bisogni, ma perchè ci si è abituati al meno. Vi pare ripresa questa? A me no, a me  pare un enorme problema.

Io non voglio giocare al ribasso e non voglio che i nostri figli giochino al ribasso, perchè si giocano il futuro.

Come la mettiamo,allora? Caro Governo, cari mezzi d’informazione, non prendeteci in giro, non siamo così ciechi e ottusi. Siamo disposti al sacrificio, siamo italiani, ma non siamo disposti ad essere presi in giro: vogliamo la verità e la vogliamo ora.

Se poi, insieme alla verità, ci diceste anche qual è la strategia, naturalmente se ne avete una, beh, non sarebbe male.

Daniele Baglione

Il Sindaco di Gattinara Daniele Baglione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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