L’ingegnere Rosalba Giromini sul collaudo delle strutture: “Servono cura e attenzione”

L'Ing. Rosalba Giromini
L’Ing. Rosalba Giromini

Quando l’opera è finita, ha bisogno di essere sottoposta ad una verifica importante prima della sua messa in esercizio


Vi è mai capitato di aspettare sotto una pensilina della fermata d’autobus? Oppure di parcheggiare l’auto in un silos a più piani, magari sottoterra? Avete mai usato il sottotetto di casa vostra per riporre i mobili della nonna o i ricordi “pesanti” di una vita intera? Quante volte, nelle fabbriche in cui lavorate, passate su scale, passerelle o soppalchi?
Questi sono solo alcuni degli esempi di strutture che devono garantire resistenza, durabilità e sicurezza per le persone che le utilizzano. Un buon progetto esecutivo definisce le caratteristiche dei materiali, delle tecniche e dei sistemi costruttivi che devono essere usati per realizzare l’opera e, quando l’opera è finita, ha bisogno di essere sottoposta ad una verifica importantissima prima della sua “messa in esercizio”; proprio per garantire che tutto è stato fatto nel rispetto di quel progetto iniziale. La verifica di cui si parla è il Collaudo strutturale, eseguito da tecnico abilitato (ingegnere o architetto, professionisti da almeno 10 anni) che per formazione professionale conosce metodi di prova, strumenti di misura e regole per valutare la conformità di quanto costruito alle prestazioni volute, in funzione del tipo di struttura.
Il professionista, di fatto, guarda in dettaglio le strutture realizzate e analizza la documentazione relativa alle caratteristiche prestazionali; se del caso, fa eseguire prove strumentali e/o sperimentali “sul campo” ed infine redige il documento formale che certifica la sicurezza all’uso della struttura.
Con queste premesse si potrebbe pensare che il collaudo sia una complicazione ulteriore alla realizzazione di edifici e opere di servizio pubblico. In realtà, la legge lo impone proprio per tutelare le persone dal rischio che il progetto o l’esecuzione dell’opera siano stati fatti con negligenza o imperizia.
Quando mi viene chiesto di essere Collaudatore, è sempre un compito delicato: bisogna ripercorrere tutte le fasi della messa in opera, valutando la correttezza delle assunzioni progettuali, la fedeltà costruttiva a tali assunzioni, le condizioni effettive dell’opera al momento del sopralluogo e il suo comportamento nel sito di collocazione in relazione alle strutture adiacenti o collaboranti.
Ovviamente, il collaudo non esaurisce le responsabilità che il proprietario o il gestore ha nei confronti della struttura durante il periodo di vita della stessa; anche le parti strutturali di ogni edificio hanno bisogno di un appropriato controllo periodico per mantenere efficaci quelle prestazioni che gli vengono attribuite all’inizio vita. Inoltre, ogni modifica apportata alla struttura per ampliamento, aggiunta o sottrazione di un elemento, rende “superato” il collaudo precedente e, in questi casi, è demandato alla sensibilità del proprietario, e delle figure che intervengono nella modifica, rinnovare le valutazioni di garanzia dell’edificio per resistenza, durabilità e sicurezza.

Ing. Rosalba Giromini

Gattinara (VC)

Tel. 347 1502518

I.P.

Prove di carico dei solai
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