Sindaco Baraggioni, il primo modello: in oratorio

Credo che non si arrivi a fare il Sindaco per caso . Solitamente nasce dalla passione che si coltiva fin da piccoli per il senso della comunità cui appartieni.

Per quanto mi riguarda non posso che ricordare che già dalla frequentazione dell’oratorio ( il Chioso per noi Romagnanesi )imparai a riconoscere che il bene collettivo è più appagante di un bene individuale . Imparai  che ” l’altro è un bene per me ”  e che nella differenza si impara a crescere e a confrontarsi .

Poi, in età più adulta, entrai nel mondo del volontariato prestando servizio nella Casa di Prima Accoglienza che allora c’era a Novara . Qui mi sono confrontata con la diversità vera, dura, faticosa di donne maltrattate o con altri problemi. Questa esperienza mi ha offerto la possibilità di capire che dietro ad una etichetta ( drogata, alcolizzata…) c’è prima di tutto una persona in carne ed ossa , con sentimenti e storie che io nella mia vita non avrei mai immaginato.

Mi hanno regalato la possibilità di riconoscere, come ho già detto prima, che l’altro è un bene per me.
Il mio impegno in politica è stata una naturale conseguenza di questo percorso che ha origini profonde .

Impegnarmi per il mio paese è stato un onore che i Romagnanesi  mi hanno voluto dare ; sicuramente ho cercato di svolgerlo al meglio delle possibilità e delle difficili condizioni attuali, senza mai dimenticare che tutto, per me , iniziò proprio da un’altalena, un campo di calcio  e una Spuma da 20 lire all’oratorio.

Il Sindaco di Romagnano Cristina Baraggioni

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